Decine di arresti a Minsk

BIELORUSSIA/LE DONNE IN PIAZZA PER CHIEDERE LA LIBERTÀ DI MARIA KOLESNIKOVA



di Giuseppe Agliastro

MOSCA. Il regime bielorusso è tornato a mostrare la sua brutalità. A due giorni dall’incontro in programma a Sochi tra Aleksandr Lukashenko e il suo principale e forse unico alleato, Vladimir Putin, le forze speciali bielorusse hanno arrestato decine di partecipanti al corteo antiregime tutto femminile che ha attraversato oggi il centro di Minsk. Migliaia di donne hanno sfilato per le strade della capitale bielorussa chiedendo le dimissioni dell’”ultimo dittatore d’Europa” e la liberazione della dissidente Maria Kolesnikova. Secondo la testata online Tut.by, erano oltre 10.000 le partecipanti alla Marcia delle Donne, ormai un appuntamento fisso nel calendario delle manifestazioni contro Lukashenko e la sua poco credibile vittoria alle presidenziali di agosto con l’80% dei voti. Ogni sabato migliaia di donne contestano pacificamente il regime scendendo in strada con l’immancabile vecchia bandiera nazionale bianca e rossa simbolo dell’opposizione. Ieri la polizia bielorussa - che in queste settimane si è macchiata di violenze atroci - si è accanita pure contro di loro: l’ennesimo segnale che Lukashenko vuole ricorrere di nuovo alla repressione per cercare di sradicare la protesta. Le forze antisommossa Omon hanno trascinato nelle loro camionette oltre 40 persone secondo l’ong per la difesa dei diritti umani Viasna, compresi due giornalisti della tv Belsat, a cui hanno sequestrato telecamera e cellulari. Ma il numero dei fermati potrebbe essere più alto. Svetlana Tikhanovskaya, l’oppositrice che molti ritengono la vera vincitrice delle presidenziali del 9 agosto, ha lanciato un appello alle forze Omon affinché mettano fine alle violenze contro i dimostranti. “Vi vergognerete per ciò che state facendo oggi, la violenza che usate contro le donne è scandalosa”, ha detto la dissidente costretta a emigrare in Lituania subito dopo il voto. Le manifestanti urlavano “Vattene!” a Lukashenko, il satrapo che governa la Bielorussia da 26 anni. Alcune battevano con i mestoli sulle padelle trasformandole in tamburi improvvisati. Ma adesso la protesta ha anche un nuovo slogan: “Ridateci la nostra Masha!” Masha è Maria Kolesnikova, un’oppositrice di primissimo piano finita in carcere e che rischia una dura e grottesca condanna per “incitamento all’usurpazione del potere”. Lunedì Kolesnikova era stata sequestrata in pieno giorno da uomini in abiti civili neri e a volto coperto che l’avevano costretta a salire su un pulmino. Nella notte era poi stata arrestata al confine con l’Ucraina con l’accusa di aver tentato di uscire illegalmente dalla Bielorussia. In realtà pare che i servizi segreti bielorussi avessero tentato di portarla all’estero contro la sua volontà e che lei glielo abbia impedito strappando all’ultimo istante il proprio passaporto. Maria Kolesnikova fa parte del presidium del Consiglio dell’opposizione, i cui sette membri sono stati quasi tutti sbattuti in galera o costretti a lasciare il Paese. L’unica ancora in Bielorussia e non in carcere è la Premio Nobel per la Letteratura Svetlana Alexievich. E’ insomma in corso un nuovo giro di vite contro l’opposizione e proprio mentre Lukashenko si appoggia sempre più a Putin per restare a galla. Mosca punta ad accrescere il proprio peso politico nel Paese vicino e il vertice di lunedì a Sochi tra i presidenti di Russia e Bielorussia potrebbe essere un primo e decisivo passo in questa direzione.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER

ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA