Destinazione scudetto



Napoli/Ancelotti spiega la squadra: Hamsik regista e fiducia a Milik: “Cavani non verrà”

DIMARO (Trento). “Questo sarà il Napoli di Ancelotti forse quando perdiamo, ma il Napoli è di Napoli, dei tifosi, della città, della società. Questa è una squadra con alle spalle un lavoro fantastico in cui cerco di mettere le mie conoscenze”. Carlo Ancelotti parla così del suo Napoli dopo quasi venti giorni di ritiro in Trentino, dove gli azzurri resteranno fino al 30 luglio per poi partire in tourneé. Riconsegna il Napoli ai napoletani e si mette al loro servizio, cominciando un’avventura che gli piace e lo stimola. “Sono molto contento di essere tornato in Italia per la lingua prima di tutto, perché in italiano è più facile esprimere emozioni, e poi ho scelto bene, qui c’è un ambiente familiare, forse è la prima volta che ho un gruppo così giovane e forte, in altri club si facevano gli allenamenti col misurino, qui si fanno con intensità e si impara presto”. Muscoli e tecnica promossi, quindi, in un Napoli che aspetta ancora l’ultima pe- dina Dries Mertens, in arrivo il 6 agosto. Ora Ancelotti è pronto a metterci il suo, la mentalità vincente di un uomo che tra campo e panchina in tutta Europa ha vinto otto campionati, 5 Champions League, 4 Mondiali per club, 5 Supercoppe europee, solo per citare i titoli maggiori: “Intorno alla mia figura ci sono grandi aspettative, questo è normale. È difficile dire come si insegna la mentalità vincente - dice - è importante avere tutti lo stesso obiettivo, in maniera chiara e forte, poi si costruisce giorno per giorno in un ambiente ideale, dove tutti sono motivati e danno il loro contributo”. Idee chiare che spazzano via dubbi e polemiche: “Con De Laurentiis ho un rapporto ottimo - dice - e mi stupisco delle contestazioni a Napoli. Se in 12 anni questo club è cresciuto così lo deve a lui”, spiega e guarda con noncuranza al calendario subito in salita: “È un sorteggio, c’è una casualità, il campionato è fatto di 38 partite e le affronteremo tutte. L’unica certezza è che saremo pronti dalla prima giornata”. Pronti con le tante novità in campo a partire dalla promozione di Hamsik regista: “Sembra abbia giocato sempre in quella posizione - dice il tecnico - ci può dare qualità e ampiezza, cambi di gioco, verticalizzazioni. Diawara ha freschezza, posi- zionamento difensivo, ma abbiamo 6 centrocampisti forti e li userò tutti al meglio”.

Il Napoli gli piace, Ancelotti liquida Ca- vani (“non mi interessa”, dice) e si tiene i suoi: “Milik farà gol e aiuterà la squadra,

Mertens lo voglio vedere in campo già con il Wolfsburg”, e poi elogi per Callejon, In- signe, Inglese. E fissa un punto fermo sul mercato: “Non abbiamo urgenze, io De Laurentiis e Giuntoli siamo un un gruppo che discute e prende decisioni insieme. Lo faremo”.

Intanto Sabaly è stato bocciato e Arias non arriverà. Le piste portiere e terzino re- stano aperte, mentre il Napoli torna in cam- po stasera, contro il Chievo, nell’ultimo test italiano dell’estate. LA PRESENTAZIONE AI TIFOSI - Tutti aspettavano Aurelio De Laurentiis, ma il presidente napoletano è il grande assente della serata a Dimaro. Il Napoli abbraccia i suoi tifosi e riceve l’affetto di fine ritiro, in uno spettacolo che ha visto protagonista Decibel Bellini e la squadra sul palco completamente tinto d’azzurro. Reparto per reparto, con i nuovi volti che

si tuffano nell’amore napoletano per la prima volta. Poi i grandi protagonisti Lo- renzo Insigne e Marek Hamsik, i più accla- mati della serata dal pubblico presente in Trentino.

Ma la grande ovazione è tutta per lui, Carlo Ancelotti. L’uomo venuto dall’Eu- ropa per portare ancora più in alto una squadra che ha cullato il sogno scudetto fino al rettilineo finale nella passata sta- gione. «Ringrazio questi meravigliosi tifo- si e la passione che mostrano ogni gior- no», ha detto il neo allenatore azzurro men- tre la piazza di Dimaro intonava l’ormai noto coro «Sarò con te». «Adesso dovre- mo cantarla anche noi», ha scherzato An- celotti, che poi il microfono in mano l’ha preso per davvero cantando a cappella una versione tutta personale de «I migliori anni della nostra vita» di Renato Zero.

L’applauso più forte, però, l’allenatore

napoletano se l’è preso parlando ai tifosi presenti. «Ho scelto Napoli per tre cose: il progetto di questa società, la qualità dei giocatori presenti in rosa e l’amore della gente di questa città». Tanti elementi che fanno rima ancora con lo scudetto. «Ab- biamo una squadra che può competere per la vittoria finale, ne sono certo. Uniamo sogno e passione, ce la possiamo fare», ha salutato Ancelotti.

Tanti applausi anche per Koulibaly, bal- lerino da rivedere sul palco, poi per il na- poletano Insigne che insieme ad Hamsik e Verdi si è misurato al karaoke con «’O su- dato nnammurato». Le cinquemila anime presenti in Piazza Madonna della Pace hanno apprezzato e acclamato il gruppo azzurro fino alla fine, ballando e cantando insieme con i calciatori nella speranza che quella che sta per venire possa essere una stagione vincente su ogni fronte.


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