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Di Maio contro Berlusconi

‘TRANSFUGHI’/ALLA “OPERAZIONE SCOIATTOLO” IL PREMIER OPPONE LA MISSIONE 007”



ROMA. Alla 'operazione scoiattolo' di Silvio Berlusconi, Luigi Di Maio replica con la 'missione 007'. I vertici del Movimento 5 Stelle, riferiscono all'Adnkronos fonti parlamentari grilline, starebbero vivendo con apprensione le ultime mosse del leader di Forza Italia, il quale ha invitato i suoi parlamentari a darsi da fare per sondare i 5 Stelle più delusi dalla gestione Di Maio per cercare di portarli nella 'casa azzurra'. Il titolare del Mise, a quanto si apprende, ha mandato un messaggio ai suoi che gli chiedevano conto delle ultime affermazioni sulla presunta 'compravendita' caldeggiata dal Cav. E Di Maio ha colto l'occasione per lanciare quella che qualcuno ha ribattezzato 'missione 007'. "Vi confermo che è così - si legge nel messaggio di Di Maio - alcuni parlamentari hanno raccolto informazioni preziose... Da oggi invito tutti quanti a farlo. Se questa gente vi avvicina registrate tutto. Vediamo se c'è materiale anche per la procura della Repubblica".


Il vicepremier grillino chiude così il Silvio messaggio: "Daremo una piccola dimostrazione di come funziona l’agente sotto copertura dello spazzacorrotti", l'ultima legge anticorruzione varata dall'esecutivo gialloverde.


Un messaggio, osservano esponenti del Movimento, che testimonierebbe la preoccupazione del leader M5S per le future mosse di Berlusconi. "Sicuramente ci sono movimenti - confida all'Adnkronos un deputato dei 5 Stelle -. Forza Italia si sta muovendo, sta cercando di prendere sempre più contatti". Ma se alla Camera "non c'è una grande una voglia di passare dalla parte di Fi perché i colleghi più scontenti sono molto più ideologici verso sinistra", il discorso cambierebbe al Senato, dove tra l'altro i numeri della maggioranza ballano e resta ancora congelata la questione dei cinque 'ribelli' sotto procedura disciplinare dei probiviri (Gregorio De Falco, Elena Fattori, Paola Nugnes, Matteo Mantero, Virginia La Mura). "A Palazzo Madama - racconta un eletto alla prima legislatura - ho notato una forte preoccupazione di alcuni vecchi del Mo- vimento, vicini a Di Maio". I rumors che girano sono che le telefonate dei forzisti si stiano facendo sempre più frequenti: "Ma sono solo voci", precisa il parlamentare. Tra i più preoccupati, raccontano, ci sarebbero i senatori della Commissione Antimafia. Tuttavia, "gli amici della Lega con cui parlo dicono che Salvini non accetterebbe neanche l'offerta messa sul piatto qualora Fi facesse il 'lavoro sporco'", dice a taccuini chiusi un altro parlamentare M5S. "No al mercato delle vacche. L'epoca del mercato delle vacche è finita", dice Carlo Sibilia, sottosegretario M5S al Viminale, in merito alle voci sui tentativi di Forza Italia.

"A Berlusconi dico una cosa molto semplice. Giù le mani dai nostri parlamentari, no al 'mercato di riparazione' del fantacalcio a gennaio. Chi fa parte del M5S crede nelle idee. Se dovessero arrivare 'offerte' a qualcuno dei nostri - avverte - non esiteremo ad andare in procura per denun- ciare questa indecenza". Convinto che i grillini delusi verranno da soli, attratti dalle sirene di Fi, Silvio Berlusconi, dal canto suo, 'sfida' Luigi Di Maio: "Ma quale campagna acquisti...". Della serie, Di Maio vada pure in Procura, non c'è nessun mercato dei voti, semmai guardi dentro casa sua e si chieda perché ci sono tanti maldipancia. Dopo il passaggio del grillino Matteo Dall'Osso a Fi il Cav pro- nostica che altri pentastellati potrebbero arrivare, a cominciare dal Senato dove i numeri sono ballerini e la maggioranza M5S-Lega è a forte rischio, perché i più consapevoli fra loro si stanno rendendo conto innanzitutto di essere al servizio di due-tre persone al massimo e si tratta di eseguire solo ordini di scuderia. Non solo, per Berlusconi un fattore decisivo è la paura di perdere la poltrona, una preoccupazione che attanaglia innanzitutto i parlamentari grillini al secondo mandato, sicuri di non essere ricandidati, e chi si è ritrovato in Parlamento senza voti e una campagna elettorale. Parecchi di loro si stanno ponendo il problema di come salvare sé stessi e l'Italia, va ripetendo ai suoi il leader azzurro. Tra gli azzurri, poi, molti invitano a non sottovalutare anche un altro elemento importante, quello economico. Basta fare due conti in tasca, infatti, e capire, spiegano fonti forziste, che a tanti pentastellati converrebbe lasciare il Movimento, che chiede a ogni deputato e senatore di 'restituire' som- me di non poco conto. "Con noi, invece, i grillini potrebbero incassare e conservare quasi l'intera indennità parlamentare", fa notare un parlamentare forzista di lungo corso. Un concetto espresso da Berlusconi già dal palco del Congresso dei giovani di Fi, l'11 novembre scorso, quando lanciò ufficialmente lo scouting tra i grillini, di recente ribattezzato 'operazione scoiattolo': "Ci sono poi alcuni parlamentari che faranno i conti anche con il loro portafogli, perché partecipando a un gruppo autonomo potranno tenersi i 14mila euro dello stipendio anziché versarne 8mila al loro partito". Ma i grillini attaccano. "Ai parlamentari di Forza Italia che parlando di giustizia e processi ricordiamo solo una cosa: Berlusconi condannato per i 3 milioni di euro a Sergio De Gregorio - dice Manlio Di Stefano, sottosegretario M5S agli affari esteri - Processo che poi è stato prescritto. Parliamo della compravendita di senatori portata avanti dal loro caro presidente Berlusconi. Tentare di comprare parlamentari di altre forze politiche oltre ad essere penalmente rilevante è anche antidemocratico. Si altera l’equilibrio istituzionale ma soprattutto si tradisce la volontà popolare e la fedeltà dei cittadini. Avvicinare parlamentari inducendoli a tradire il mandato e il credo politico significa non aver a cuore i principi, le battaglie e le speranze di milioni di cittadini. Uno schifo insomma!". "Dalle parti di Forza Italia si ricordano il caso della compravendita di senatori che ha visto protagonista Silvio Berlusconi? Condannato - poi prescritto - per aver comprato senatori con l’intento di far cadere il governo Prodi - rincara la dose Francesco Silvestri, portavoce M5S alla Camera - Se loro hanno dimenticato questa scandalosa pagina nera, scritta proprio dal loro leader, noi gliela ricordiamo perché quei fatti hanno indignato tutti gli italiani. Ai parlamentari di Forza Italia, che vorrebbero recuperare numeri in parlamento avvicinando i portavoce del MoVimento, diciamo chiaramente che nessuno di noi è in vendita. Capiamo bene che sarebbe l’unico modo per crescere a livello parlamentare, ma questa volta si troveranno davanti persone che rispettano in pieno il mandato affidatogli dai cittadini. Se ne facciano una ragione, l’era della ‘compravendita’ è finita".

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