Di Maio e Grillo: noi uniti



LE ANIME DEL M5S SMENTISCONO FRATTURE SULLE ALLEANZE POST-ELETTORALI

PESCARA. “Accordo programmatico”. E’ in queste parole che le anime del M5S sembrano trovare una quadra per il dibattito sulle alleanze. Dibattito fastidioso (per il Movimento) ma inevitabile, che “domina” la scuola politica di Pescara in una giornata che si apre con un post cofirmato nel quale Beppe Grillo e Luigi Di Maio smentiscono qualsiasi frattura sulla strategia sulle alleanze post-voto. In serata, ecco arrivare la linea del terzo “big” del Movimento,Alessandro Di Battista. “Chi avrà l’incarico di governo andrà in Parlamento e chiederà la fiducia su dei punti” del programma, sottolinea il “Dibba” tornando ad uno schema che, in fondo, era quello del Pd di Bersani nel 2013. Solo che, questa volta, le parti tra il M5S e il suo interlocutore sarebbero rovesciate. La seconda giornata del Villaggio Rousseau, sorta di “Frattocchie” pentastellate che si concluderà con la presentazione delle liste del M5S, è la giornata di Di Battista. Il “non candidato” eccellente arriva alla kermesse dei “candidabili” del Movimento in serata, con al seguito compagna e figlio. Ed è subito show. “Il 1 febbraio parto in camper, farò comizi a Arcore, Rignano dell’Arno e Laterina”, annuncia il “Dibba”puntandoilmirinosuiluoghilegatiainemici numero uno del M5S, Berlusconi-Renzi-Boschi. Un tour in camper con il quale Di Battista vuole dare la sua impronta, oggi irrinunciabile per l’esito finale, al rush finale del M5S. “Se prenderemo il 38% penso che Mattarella possa dare l’incarico a noi, il mio obiettivo è portare più consensi possibile al M5S”, spiega Di Battista ponendo un bivio agli elettori: “O un governo 5 Stelle o un governo Gentiloni sostenuto da Pd, FI, parte della Lega e parte di Leu”. L’ultimo mese di campagna, per il M5S, sarà insomma uno schema a due punte, con l’ala movimentista rappresentata da Di Battista, “l’animale da comizio” per eccellenza laddove Di Maio continuerà a incarnare l’anima governista del nuovo M5S. Ed è quest’ultimo, non a caso, a “tentare” da giorni il mondo dell’impresa italiana, cercando così di “rosicchiare” voti soprattutto al centrodestra. Di Maio, dopo aver fatto ieri tappa nelle Marche - dove incassa l’endorsement ma non la candidatura del patron di Nero Giardini, Enrico Bracalente - arriverà a Pescara oggi pomeriggio, parlerà del programma di governo e delle “sue coperture”. E dopo il suo intervento l’attesa dei “candidabili” finirà: saranno infatti diffuse le liste per i plurinominali. Il “come” resta ancora da capirlo e c’è chi scommette ancora sul fatto che l’annuncio, via blog, arriverà a evento ormai chiuso. Di certo, il Movimento punterà su “nomi forti agli uninominali”, tra i quali diversi esterni, nei collegi in cui sa di potersela giocare. Si dice, ad esempio, che il generale Gregorio De Falco sia candidato a Pisa, mentre a Roma non sono stati smentiti i rumors della discesa in campo del presidente dell’Ordine degli avvocati di Roma, Mauro Vaglio. Nomi con cui il M5S vuole ampliare il suo consenso oltre al suo nocciolo duro. Grillo, nel frattempo, domani ultimerà la separazione del suo blog - che sarà affidato all’attivista romano Tiziano Pincelli - dal M5S. Ieri il garante condivideva il post in cui Di Maio ribadiva la sua linea, quell’appello ad una convergenza sui temi da fare la sera del voto, e, tra l’altro, l’ex comico sarà in campo nell’ultima tranche della campagna. Ma l’impressione è che, pian piano, stia ultimando il suo passo di lato dal Movimento.


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