Di Maio, strategia anti-Lega



GOVERNO/DALLE OLIMPIADI AI MIGRANTI, I 5 STELLE SI PREPARANO AL CDM

ROMA. Lunedì mattina a Palazzo Chigi il rischio è che il tavolo del Cdm si trasformi nel set di “Sfida all’Ok Corral”. Dalle Olimpiadi ai “decreti Salvini” il M5S, irritato anche dalla reunion del centrodestra, mette in campo in queste ore una strategia di contromosse tutta in chiave anti-leghista. E’ il vicepremier Luigi Di Maio, dalla Cina, a coordinare un tentativo di rilancio che, nelle speranze del leader pentastellato, punta anche al Colle come possibile sponda. E in Italia, a fare le veci di Di Maio, sono due ministri fedelissimi, Riccardo Fraccaro e Danilo Toninelli. Il primo, nel corso del vertice sulla manovra, rilancia la richiesta del M5S di ottenere dieci miliardi per il reddito di cittadinanza. E’ una richiesta che, difficilmente, potrà essere interamente esaudita ma con la quale il Movimento mostra di non voler cedere di un passo guardando, con occhio interessato, anche alle mosse del presidente Sergio Mattarella, tradizionalmente attento alle ripercussioni europee e inter- nazionali delle politiche di governo. E, in questo senso, se il reddito di cittadinanza si profila infatti come una misura “poco temuta” dagli eurocrati ben diversa è l’attenzione di Ue e mercati sulla riforma delle pensioni voluta dalla Lega. Lunedì, in Cdm, a regnare sul dibattito sarà però il “pacchetto Salvini”. Il leader della Lega ha accorpato in queste ore i due decreti con l’obiettivo di rendere più semplice l’iter alla Camera e “proteggere” il decreto migranti, sul quale una parte del M5S preparava battaglia. “Noi votiamo ciò che c’è nel contratto di governo”, avverte Di Maio che, sulla stretta su permessi di soggiorno e citta- dinanza agli stranieri, dovrà far fronte alla fronda interna che ha in Roberto Fico il suo punto di riferimento. “Se il dl è troppo duro, lo ammorbidiremo”, preannuncia una fonte governativa del M5S. Un Movimento che, anche in questo caso, guarda alle mosse del Colle e al vaglio che, il capo dello Stato sarà chiamato a fare del provvedimento. E, lunedì, in Cdm, sul tavlo potrebbe finire il dossier Olimpiadi. Dossier sul quale oggi, Toninelli, riapre la candidatura solitaria di Torino. In realtà il M5S non ha nessuna intenzione di rilanciare il capoluogo torinese come sede dei Giochi ma, allo stesso tempo, non vuol finire ingabbiato nella doppia candidatura Milano-Cortina. Da qui l’affondo di Toninelli proprio mentre sotto la Mole arriva Beppe Grillo. Il Garante del M5S incontra la sindaca Chiara Appendino, cercando di placare l’agitazione di questi giorni. “Per te cambio la norma dei due mandati”, sono le parole al miele che Grillo rivolge alla Appendino. E il premier Giuseppe Conte, nell’eterno duello Lega-M5S, non resta a guardare, decidendo di passare tre giorni nella sua San Giovanni Rotondo in occasione delle celebrazioni di Padre Pio. Un bagno di folla lo accoglie in Puglia, ed è un bagno di folla che, in fondo, non può che aiutare il M5S: sebbene Conte, anche giovedì, si sia smarcato da qualsiasi interessamento per l’alto gradimento popolare riscosso finora resta un dato: a sceglierlo per il go- verno è stato il M5S.


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