Di Maolo: “Ora riflettere”

INTESA M5S-PD PER L’UMBRIA. SALVINI ATTACCA: “DA RIVOLUZIONE A POLTRONE”



ROMA. Sembra ad un passo l'intesa in Umbria tra Pd e M5s per le regionali sul nome dell'avvocato cattolico Francesca Di Maolo. "È ora di riflettere", si limita a dire la presidente dell'Istituto Serafico di Assisi, lasciando capire di aver ricevuto la proposta di candidatura. Se da lei dovesse arrivare un sì, spiegano fonti sia del Pd sia M5S, l'accordo si potrebbe chiudere già oggi, se invece Di Maolo dovesse declinare la proposta, si sonderanno altri possibili candidati finiti nella rosa ristretta gradita a entrambe le forze. Insomma, la volontà politica dei due leader Nicola Zingaretti e Luigi Di Maio c'è tutta.Anche se, chiarisce il leader dem, "non c'è nessun automatismo per le Regionali, ogni Regione dovrà decidere sulla base delle proprie leadership, dei propri contenuti". Insomma in Emilia Romagna, dove Stefano Bonaccini è intoccabile, si vedrà, così come in Calabria. Ma in Umbria l'esperimento al via al governo nazionale potrebbe essere replicato per sfidare la Lega di Matteo Salvini. "Credo che sia un'alleanza replicabile", si dice fiducioso Dario Franceschini sui prossimi appuntamenti elettorali nelle Regioni. Ieri, il commissario Pd Walter Verini ha riunito la direzione regionale per convincere anche gli scettici della bontà dell'intesa. Alla guida di quest'alleanza civica, sostiene il deputato dem, serve "una personalità di grande spessore", una delle quali è Andrea Fora, che "ci auguriamo possa essere parte integrante di questa sfida, anche in presenza di altre personalità che potranno sintetizzare questa nuova tappa e questo allar- gamento dell'alleanza e della coalizione". Un invito al candidato già in campo a dare una mano anche se, in nome del patto con M5S, la sua candidatura dovrà essere sacrificata. Anche nel M5S, dopo l'esito della consultazione su Rousseau, si cerca di portare sull'intesa anche i contrari. Come il presidente della commissione Cultura della Camera Luigi Gallo che ammette di aver votato no "perché non bisogna stringere accordi a tutti i costi e per l'Umbria non si è costruito un percorso collettivo e una proposta corale, elaborata col contributo dei portavoce locali, non abbiamo ancora parlato di programmi, né dei requisiti dei candidati in lista nelle altre forze politiche". Gallo comunque, così come altri dirigenti, accetteranno il verdetto degli elettori M5S. "Io soffro sempre - quando andiamo con qualcun altro", ammette anche il sottosegretario al Mise Stefano Buffagni. Mentre continuano i contatti tra i vertici, si aspetta che Di Maolo sciolga la riserva. Se l'avvocato dirà no, girano altre ipotesi di candidati come il presidente di Confindustria Umbria Antonio Alunni. Di Maio, in partenza per Ny per l'assemblea dell'Onu, vorrebbe chiudere ad horas. "Sei passato dalla rivoluzione alle poltrone, cercano l'inciucio anche qui, dove M5s ha denunciato e fatto arrestare quelli con cui si allea ora", attacca a testa bassa Matteo Salvini.

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