Diavolo nella tempesta



EUROPA LEAGUE/SCONFITTE IN CAMPIONATO: TENSIONE SU INZAGHI

MILANO. Il Milan è come un vascello in mezzo all’oceano dopo tre giorni che Montella, in versione ammiraglio, definisce “di tempesta”. La sconfitta con la Sampdoria in una città di mare come Genova ha lasciato strascichi e polemiche e ora il Milan ha bisogno di un porto sicuro per recuperare energie e il sorriso. All’orizzonte si scorgono le sfide a Roma e Inter in campionato ma il presente suggerisce di non sottovalutare l’impegno di Europa League contro il Riejka, squadra “pratica e fisica”. Per ipotecare la qualificazione dopo la vittoria a Vienna e per alimentare quell’entusiasmo, figlio soprattutto di una ricca campagna acquisti, un pò perso con l’andare del tempo e l’arrivo dei primi problemi. “Nella mia carriera - ricorda con un certo orgoglio Montella - ho sempre dimostrato di dare il meglio nelle difficoltà. Ho subito 13 operazioni da giocatore e sono tornato sempre meglio e lo stesso ho fatto da allenatore. Le critiche fanno parte del gioco, è un momento duro ma sono determinato, sereno ed equilibrato. Ho le energie e il desiderio per allenare una squadra gloriosa come il Milan. Sono convinto che presto ci sarà la svolta e so dove intervenire”. Una prima decisione “sofferta” Montella l’ha presa con l’allontanamento del suo storico preparatore atletico Emanuele Marra, l’uomo che aveva caldeggiato la dieta vegana invisa a molti giocatori. “Era ormai inevitabile. Lui però - sottolinea Montella - non deve essere il capro espiatorio, non era solo lui il problema. Alcune divergenze su alcuni punti ci stanno ma in questo momento non le ho potute supportare e ho preso questa decisione con dolore. Marra è un fratello per me, il mio staff è la mia famiglia: diciamo che ho preso questa scelta per salvare anche gli altri fratelli. Vorrei però ringraziare Fassone e Mirabelli: sono di aiuto, mi danno sostegno e mi lasciano completa autonomia di scelta. Hanno fatto un mercato importantissimo, preso giocatori funzionali a cui però serve un periodo di adattamento”. Poco tempo però resta a disposizione per il Milan per non compromettere l’obiettivo stagionale, quella qualificazione in Champions League che per Bonucci resta “imperativo”. Il capitano del Milan si siede alla destra di Montella, rispondendo colpo su colpo alle critiche per un rendimento sotto le aspettative: “Non sono soddisfatto perché ho commesso diversi errori di precisione, di chiusura. Conoscevo gli oneri e gli onori venendo qui e non mi sento il capro espiatorio. Mi sento in discussione e questo accende dentro di me quel fuoco che serve per non avere alibi intorno e dare il 100%. Ho sempre preso le critiche come uno stimolo per migliorare. L’ho fatto da quando sono arrivato al Milan e lo farò anche oggi. Ma il Milan deve essere il Milan, bisogna superare gli ostacoli. Quest’anno non si scherza”. Un richiamo a tutto l’ambiente per inculcare una mentalità vincente perché, come sottolinea sempre Fassone, “non bisogna abituarsi alla sconfitta”.

QUI RIJEKA - Sono attesi circa 5 mila tifosi del Rijeka stasera a San Siro, il più grande“esodo” della storia del club. Per Matjaz Kek, allenatore dei croati, “affrontare il Milan è un grande regalo per tutti”, sia per il pubblico, sia per i giocatori. “Per prima cosa - è il monito di Kek - non dobbiamo farci impressionare da San Siro. Per noi giocare qui è una grande vetrina. Dobbiamo restare concentrati per esprimere le nostre qualità e il nostro gioco. Loro sono favoriti e quindi avranno tutta la pressione addosso”. Dello stesso parere è Filip Bradaric. “Essere qui - osserva il centrocampista croato - è un onore, una grande occasione. Il Milan è una grande squadra, ma noi non siamo venuti a Milano per fare i turisti. Il centrocampo del Milan è molto forte, ma noi dobbiamo solo guardare in casa nostra”.


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