Droga, maggioranza in crisi

GOVERNO/IL CENTRODESTRA SI SCHIERA CONTRO LA DELEGA ALLA MINISTRA DADONE



di Marcello Campo

ROMA. Le prime mosse del governo sulle droghe alzano la tensione all’interno della maggioranza, scossa anche da profondi dissensi, tra destra e sinistra, sulla legge contro l’omofobia e sull’eventuale ulteriore proroga del blocco degli sfratti. Ma ad scaldare gli animi più di tutto è la decisione dell’esecutivo di assegnare alla ministra per le Politiche giovanili Fabiana Dadone la delega delle politiche contro le tossicodipendenze. Così, appena sette settimane esatte dal giuramento del governo Draghi, per la prima volta un rappresentante della maggioranza bipartisan, Maurizio Gasparri (Fi) evoca la parola crisi. Tutto scoppia in mattinata quando il centrodestra, seppur in ordine sparso, esprime il suo grave disappunto per la competenza affidata a Dadone, notoriamente favorevole a una linea antproibizionista. La prima a protestare è la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni: “E’ grave e deludente che per un compito così delicato come la lotta alle dipendenze sia stato scelto un esponente politico firmatario di proposte per legalizzare la cannabis. Rinnovo il mio appello ai partiti di centrodestra che sostengono il governo affinché si facciano sentire con decisione”. Appello raccolto subito da Forza Italia. “Ci aspettiamo che la Dadone - tuona il capogruppo azzurro alla Camera, Roberto Occhiuto - chiarisca presto e in modo inequivocabile le linee guida attraverso le quali intenderà portare avanti il suo man- dato. Su questi temi Forza Italia e il centro-destra - conclude - non faranno sconti: la droga è il male assoluto, non esistono droghe di serie A e di serie B”. Sulla questione interviene anche Matteo Salvini, ma i suoi toni sono meno ultimativi: non contesta il governo o la delega a Dadone ma si limita a ribadire la sua posizione. “La droga, ogni droga, è morte. Nessun regalo agli spacciatori. Viva la Vita e chi non si arrende”, commenta laconico. Sul fronte opposto, i Cinque Stelle non solo non fanno marcia indietro ma rilanciano la sfida antiproibizionista dichiarando di voler andare avanti sulla loro strada: Mario Perantoni, presidente della commissione Giustizia della Camera annuncia addirittura che presto calendarizzerà la proposta di legge per inserire i principi stabiliti recentemente dalla Cassazione nel nostro ordinamento, dalla libertà di coltivazione della cannabis per uso personale, sino al diritto dei malati a curarsi con la stessa sostanza. Parole che gettano nuova benzina sul fuoco, tanto da spingere Maurizio Gasparri a minacciare addirittura la crisi: “Leggo che un tale Perantoni apre alla discussione di legge pro droga alla Camera. Non so cosa deciderà Montecitorio ma a Palazzo Madama una legge del genere non passerà mai. Abbiamo votato per Draghi, non per ‘droghe’. Chi scherza su questi temi - conclude l’ex ministro - vuol mandare il governo a casa”. Le spine non si fermano qui. Sempre Forza Italia ammonisce bruscamente l’esecutivo a non andare avanti con misure a favore degli inquilini morosi: “Un ulteriore, indiscriminato blocco degli sfratti - attacca la capogruppo al Senato, Annamaria Bernini - sarebbe inaccettabile per Forza Italia”.

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