Droga, pestaggi e torture: azzerata caserma a Piacenza

Arrestati 6 agenti: costringevano pusher locali a spacciare la “loro roba”


PIACENZA. È un 'inchiesta senza preceden- ti quella che ha completamente azzerato una caserma dei carabinieri a Piacenza. Su sette militari che la compongono, sei sono stati arrestati, e la Stazione Carabinieri Levante di Piacenza, antica istituzione che ha compe- tenza su parte del centro storico cittadino, è stata sequestrata. Nell'edificio che avrebbe dovuto essere un baluardo della legalità, secondo la Procu- ra della Repubblica, sarebbe invece accadu- to di tutto: spaccio di droga, arresti falsifica- ti, perquisizioni illecite solo per citarne alcu- ne. E poi tanta violenza, brutale e gratuita, fino alle torture, sui pusher che non voleva- no collaborare. E per collaborare non si intende dare una mano alla giustizia, ma diventare parte di una rete clandestina di spaccio di droga che ve- deva come attori principali, secondo le ac- cuse, quei carabinieri. "Faccio a fatica a defi- nire questi soggetti come carabinieri, perché i loro sono stati comportamenti criminali. Non c'è stato nulla in quella caserma di lecito" ha detto, senza mezze misure, il capo della Pro- cura piacentina, Grazia Pradella, l'ex pm mila- nese giunta da due settimane alla guida dei magistratura inquirente della città. "Tutti gli illeciti più gravi - ha sottolineato Pradella - sono stati commessi in piena epoca Covid e del lockdowun, con disprezzo delle più ele- mentari regole di cautela imposte dai decreti del Presidente del Consiglio. Mentre la città di Piacenza contava i tanti morti del corona- virus, questi carabinieri approvvigionavano di droga gli spacciatori rimasti senza stupe- facente a casa delle norme anti covid. Siamo di fronte a reati impressionanti se si pensa che sono stati commessi da militari dell'Ar- ma dei carabinieri. Si tratta di aspetti molto gravi e incomprensibili agli stessi inquirenti che hanno indagato. Una serie tale di atteg- giamenti criminali che ci ha convinto a pro- cedere anche al sequestro della caserma dei carabinieri per futuri accertamenti". L'indagine è stata relativamente breve: solo sei mesi fitti però di intercettazioni tele- foniche, ambientali e pedinamenti ad ogni ora del giorno e della notte. "Un lavoro im- menso, eseguito con grande professionali- tà" tengono a sottolineare Antonio Colon- na e Matteo Centini, i due pm che hanno coordinato il lavoro degli investigatori della Guardia di Finanza e della Polizia Locale, giun- to a conclusione con l'esecuzione delle mi- sure cautelari: cinque carabinieri sono ora in carcere, un sesto, il maresciallo comandante di quella caserma, è agli arresti domiciliari. Tra i destinatari delle misure meno restritti- ve, anche un ufficiale, il maggiore che co- manda la Compagnia dei carabinieri di Pia- cenza. Per lui il gip Luca Milani, che ha firma- to un'ordinanza da più di trecento pagine, ha disposto l'obbligo di dimora ma anche la so- spensione dal servizio. La lista dei capi di imputazione, a vario titolo, è lunga e pesante: traffico e spaccio di sostanze stupefacenti, ricettazione, estorsio- ne, arresto illegale, tortura, lesioni personali, sequestro di persona, peculato, abuso d'uf- ficio e falsità ideologica. Un'immagine in cui si vede un uomo di colore, ammanettato a terra in mezzo al suo sangue, diffusa in conferenza stampa insie- me a un breve clip audio dove si sentono le grida di una persona picchiata e forse, se- condo i pm, anche torturata con l'acqua, sono solo un piccolo tassello per rendere l'idea dei metodi che sarebbero stati all'ordine del gior- no in quelle quattro inespugnabili mura del- lo Stato, permettendo ai carabinieri di sentir- si inattaccabili e onnipotenti. "Accuse gravissime- ha detto il ministro della Difesa Lorenzo Guerini - rispetto a degli episodi inauditi e inqualificabili. Fatti inac- cettabili, che rischiano di infangare l'immagi- ne dell'Arma, che invece è composta da 110.000 uomini e donne che ogni giorno la- vorano con altissimo senso delle Istituzioni al fianco dei cittadini. Sono loro il volto della legalità, a ciascuno di loro oggi esprimo la più profonda riconoscenza e vicinanza". Il comando generale dell'Arma dei cara- binieri ha assicurato sostegno all'attività della Magistratura. Episodi, dice il comando, "ul- teriormente aggravati dall'incommensurabi- le discredito che gettano sull'impegno quo- tidianamente assicurato dai carabinieri al ser- vizio dei cittadini e a tutela della legalità".

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