Due indagati per omicidio



SVOLTA NELLE INDAGINI SULLE TRE SORELLE DI ETNIA ROM ARSE VIVE IN UN CAMPER

ROMA. Sono incentrati su due uomini di etnia rom i sospetti di procura e della squadra mobile sull’origine del rogo del camper, parcheggiato nei pressi di un centro commerciale alla periferia di Roma, in cui, il 10 maggio scorso, morirono tre sorelle, anche loro rom, di 4, 8 e 20 anni. Identificati grazie a testimonianze e video di telecamere a circuito chiuso (agli atti c’è un filmato in cui si vede un uomo lanciare una bottiglia incendiaria), i presunti responsabili di quell’atroce gesto sono da ieri iscritti nel registro degli indagati dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e dal sostituto Antonino Di Maio per omicidio plurimo, tentato omicidio e porto di oggetti incendiari.Nel camper viveva la famiglia Halilovic: 11 persone delle quali solo otto riuscirono a scampare alle fiamme. La pista seguita da inquirenti ed investigatori è quella di una vendetta, una faida all’interno della comunità rom, forse per l’assegnazione dei container nei campi nomadi, che sarebbe sfociata anche in altri incendi ed aggressioni. In passato, in alcuni accampamenti della Capitale, si sono registrate risse e violenze, ad esempio tra serbi e bosniaci, anche in campi dove avevano vissuto gli Halilovic, che sono di origine bosniaca. E fu lo stesso Romano Halilovic, padre delle tre ragazze morte, ad ipotizzare con la polizia un possibile collegamento tra l’incendio del suo camper ed i dissidi con altre famiglie. Per identificare coloro che avrebbero avuto un ruolo nel terribile incendio nel parcheggio del centrocommercialediviadellaPrimavera,quartiere Centocelle, gli investigatori hanno passato al setaccio alcuni campi nomadi della città. Accertamenti compiuti anche fuori dalla capitale considerato che l’autore materiale del lancio della bottiglia incendiaria e degli eventuali complici potrebbero aver lasciato Roma. Le indagini degli investigatori si sono concentrate non solo sulle immagini dello sconosciuto che a volto scoperto lancia la bottiglia incendiaria, ma anche sulle tracce di liquido infiammabile trovate intorno al camper e nelle vicinanze e su alcuni frammenti di bottiglia, alla ricerca di impronte. Una morte terribile, quella di Elizabeth, Angelica e Francesca, arse vive alle 3 di notte dalle fiamme dopo essere rimaste incastrate nelle

cuccette in cui dormivano. L’autopsia sui tre cadaveri parla di decessi non dovuti all’asfissia, ma proprio alla dimensione del fuoco che avvolse la roulotte.


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