E’ caccia all’anima gemella



SUICIDIO EPSTEIN/GHISLAINE MAXWELL SPARITA: RECLUTAVA LE SCHIAVE DEL SESSO

NEW YORK. “Nessuno può dormire sonni tranquilli”, tuona il ministro della Giustizia americano William Barr. E sì, perché le indagini sul caso Epstein vanno avanti, e coloro che negli ultimi decenni hanno fatto parte dell’inner circle del finanziere suicida, accusato di abusi sessuali e traffico di minori, ora tremano.

Scatta infatti la caccia ai complici di quella rete di sfruttamento che ha coinvolto decine di ragazze trasformate in vere e proprie schiave del sesso. E anche Parigi, dove il miliardario newyorchese aveva una delle sue lussuose dimore, è pronta ad aprire un’inchiesta sulle ramificazioni francesi dello scandalo.

In cima alla lista dei “ricercati” c’è una donna: Ghislaine Maxwell (nella foto), che con Jeffrey Epstein avrebbe gestito quella che era diventata una vera e propria organizzazione di prostituzione minorile. Ha 57 anni ed è al momento irreperibile. Le autorità hanno difficoltà a rintracciarla: vivrebbe all’estero, forse a Londra, ma senza fissa dimora. E la sua lussuosa townhouse di Manhattan è stata venduta nel 2016 per 15 milioni di euro.

Ghislaine probabilmente ha paura. Sa che se rimettesse piede negli Usa verrebbe quasi certamente arrestata, anche se su di lei finora non pende alcun capo di accusa. Ma ci sono i racconti di molte delle vittime che da tempo la tirano pesantemente in ballo, e ora gli investigatori vogliono vederci chiaro.

Ghislaine e Jeffrey erano una persona sola. Un po’ fidanzata, un po’ maitresse, era lei - secondo le testimonianze - che procacciava e reclutava le ragazze minorenni, che le “addestrava” su come soddisfare gli appetiti sessuali del finanziere e dei suoi amici, che organizzava incontri e festini nel mega appartamento di Manhattan, nella villa di Palm Beach, nel ranch in New Mexico o nell’isola privata ai Caraibi. Ed era lei che aveva il controllo dei conti, anche se a pagare le ragazze, rigorosamente cash, era un dipendente di Epstein.


Ma la donna è stata molto di più per il finanziere: la chiave di accesso al jet set e al mondo che conta, fatto di personalità della politica, dello spettacolo, della scienza. Amica dei potenti, Ghislaine frequentò negli Anni ’90 John Kennedy junior e nel 2010 era tra gli invitati al matrimonio di Chelsea Clinton, dopo che nel 2007 donò migliaia di dollari alla campagna presidenziale di Hillary. Una foto poi ritrae lei ed Epstein con Donald Trump e l’allora fidanzata Melania. E fu Ghislaine a presentare a Jeffrey Bill Clinton e il principe Andrea d’Inghilterra, figlio della regina Elisabetta.


Ghislaine, nata a Parigi, laureata ad Oxford e figlia di un parlamentare ed editore britannico, a Londra è sempre stata di casa, anche se l’abbandonò per New York un anno dopo la misteriosa morte del padre. E fu lì che nel 1992 conobbe Jeffrey. La loro storia d’amore sarebbe durata pochi anni, ma il sodalizio tra i due divenne sempre più stretto.

Lei appariva ovunque: la festa di Vanity Fair agli Oscar dove si fece fotografare con Elon Musk, sfilate, eventi di beneficenza, party. Una vita sociale intensissima. Fondò anche una no profit per la difesa degli oceani che ha chiuso i battenti lo scorso anno.

Solo dal 2008 si è eclissata, sottraendosi ai riflettori dopo essere stata tirata in ballo per la prima volta da una delle vittime di Epstein, che ha raccontato come anche Ghislaine non disprezzasse di partecipare a orge e abusi.


Intanto in settimana dovrebbero scattare le prime cause civili che puntano al vasto patrimonio di Epstein, valutato in quasi 600 milioni di dollari tra case, beni di lusso, azioni ordinarie e asset investiti. Ma il sospetto e che ci sia molto di più, magari celato in qualche conto estero. E nel mirino potrebbe finire anche la ricchezza di Mark Epstein, l’unico fratello del finanziere suicida di cui fu anche socio.

Si indaga anche sulla morte del finanziere, con il ministro della giustizia William Barr che ha parlato di “serie irregolarità” nel carcere di Manhattan in cui Epstein era detenuto.

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