E’ guerra al cyberbullismo



ROMA. La parola d’ordine è educazione. O meglio, “educazione al rispetto dei diritti di ogni bambino e dei diritti umani”. Perché bullismo e cyberbullismo “non sono una ragazzata”. Sono atti da contrastare, con azioni di prevenzione, che coinvolgano docenti, studenti e genitori.

Indossa una felpa rossa la ministra dell’Istruzione,Valeria Fedeli,mentredal palco dell’ex Caserma Guido Reni di Roma lancia la campagna “Un nodo blule scuole unite contro il bullismo”. E’ la felpa del movimento “Ma Basta” (“Movimento anti bullismo armato da studenti adolescenti”) nato tra i banchi dellaIIAdell’istitutocommercialeGalilei- Costa di Lecce per neutralizzare i bulli.

Nella prima Giornata nazionale contro bullismo e cyberbullismo, in occasione del Safer Internet day, più di mille studenti si sono ritrovati a Roma. E la ministra ha ribadito la volontà di “anticipare le linee guida che il ddl contro il cyberbullismo, già approvato al Senato,prevede che il ministero faccia”.

Si agirà su studenti, docenti e genitori, per far fronte comune contro violenze e “indifferenza”. Anche perché, sottolineano esponenti delle forzedell’ordine,duranteunconvegno a Milano, il cyberbullismo “non è uno scherzo, ma un reato”.

Eppure, secondo un’indagine affidata da Generazioni connesse a Skuola.net e all’Università degli studi di Firenze,l’11%degli studenti approva gli insulti sui social, mentre il 14%, se incontrasse qualcuno che insulta un

coetaneo, non farebbe nulla perché “non è una cosa che mi riguarda”. Il 29% ammette di aver messo un like a un post che insultava o criticava aspramente un coetaneo. “Carolina - ricorda,da Milano,Paolo Picchio,padre della ragazza vittima di bullismo e suicida a 14 anni - fu uccisa da oltre duemilalike”.

A Roma parla invece Francesca, 18 anni,di Siracusa.“Dai 6ai 14anni ho subito atti di bullismo”. Sul palco, di fronte a una platea di ragazzi racconta, ad esempio, di quando è stata chiusa, al buio, nel bagno della scuola mentre i bulli ridevano. Una paura che non riesce a dimenticare.

“Non sono ragazzate - insiste - sono atti di violenza fisica e psicologica”.

Un messaggio veicolato anche dalle barchette azzurre lasciate in piazza San Carlo a Torino dai duemila studenti, che, dando vita a un flash mob, si sono uniti in un grande abbraccio. Nel 2016 la linea di ascolto di Telefono Azzurro ha gestito in media un caso di bullismo e cyberbullismo al giorno(casi emersi). Senza prevenzione,i rischi potrebbero non diminuire, visto che un terzo degli utenti di internet, secondo dati Unicef, è bambino e 9 adolescenti nel mondo su10 credono di potere vitare i pericoli del web.

Telefono azzurro e Miurieri hanno rinnovato il protocollo di intesa per la prevenzione del fenomeno e il Miur, lanciando la campagna“Unnodoblu”, ha diffuso anche lo spot tv realizzato con l’Iis Trica di Alatri. Il ddl sul cyberbullismo, approvato al Senato, ora è alla Camera. “Serve una legge che assicuri rispetto e libertà”, sostiene la responsabile Welfare della segreteria nazionale del Pd,Micaela Campana.Il M5S chiede al Governo di tutelare i ragazzi “non solo a parole” e punta il dito contro lo “smembramento della Polizia postale”.

Elena Centemero (Fi) ha invece “depositato una mozione in Aula che impegna il governo a ratificare la Convenzione sul Cybercrime e il Protocollo aggiuntivo e a lavorare con gli altri stati membri dell’Ue e del Consiglio d’Europa per arrivare a una definizione armonica e ampia di discorsi d’odio”.


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