E’ il nemico dell’Obamacare


LA NUOVA CASA BIANCA/TRUMP NOMINA PRICE AL MINISTERO DELLA SANITÀ


WASHINGTON. Il presidente eletto Donald Trump ha di recente lasciato intendere che dell’Obamacare in fin dei conti non butterebbe via tutto, sta di fatto però che per il dipartimento della Sanità punta su uno dei nemici più irremovibili in Congresso sulla riforma sanitaria di Obama, Tom Price, scegliendo così ‘il migliore’ se da presidente deciderà di tornare alla promessa elettorale che garantiva una totale revoca dell’Affordable Care Act. Tom Price è un chirurgo ortopedico con il piglio del ‘medico di famiglia’ che è stato eletto per sei volte al Congresso dalle circoscrizioni della periferia di Atlanta, in Georgia. Un repubblicano del sud, che si è distinto a Capitol Hill proprio perché mentre la gran parte dei suoi colleghi si limitavano a criticare Obamacare, lui lavorava all’alternativa, presentando proposte di legge al rinnovo di ogni Congresso dal 2009 con un piano dettagliato per rimpiazzare la riforma di Obama. Ma non è tutto: Trump sembra volere alla Sanità addirittura un dream-team, affiancando alla nomina di Price quella di Seema Verma come un alto dirigente a capo di sezioni cruciali, che è stata consulente di Mike Pence governatore dell’Indiana e l’architetto dei cambiamenti apportati su Medicaid (l’assistenza sanitaria per i meno abbienti) proprio in quello Stato. Per quanto riguarda il posto da segretario ai Trasporti - la seconda scelta indicata ieri dalla transition-team del presidente eletto - Trump ha ‘recuperato’ Elaine Chao, che sarebbe la prima nomina di origini asiatiche. Chao era stata segretario al Lavoro durante l’amministrazione di George W. Bush ed è sposata con il leader repubblicano al Senato Mitch McConnell. Adesso però la curiosità monta, e l’attesa, per l’incontro privato che Donald Trump ha avuto ieri sera con Mitt Romney. I due si sono visti a cena per la seconda volta dalla vittoria del tycoon alle elezioni e dopo che il nome di Romney è circolato con insistenza per il posto di segretario di Stato (creando non pochi malumori tra quei sostenitori di Trump per cui Romney al governo sarebbe un “tradimento”).Il presidente da parte sua tira dritto e si prende il tempo necessario per decidere sul tassello più importante, mentre organizza anche il “Thank You Tour’, il tour post elettorale con cui intende ripercorrere le tappe che lo hanno portato alla vittoria, in particolare negli ‘swing states’. Così il via è fissato per giovedì a Cincinnati, in Ohio, poi l’intenzione è di procedere in Iowa, a Des Moines, ma la tappa non è stata ancora confermata ufficialmente. E intanto twitta: prima una tirata di orecchie per Cnn, cui imputa di essere perfino peggiorata dopo aver sostenuto Hillary Clinton. Ma poco dopo una nuova ‘pro- messa’ che però giunge come un fulmine a ciel sereno, quando sottolinea che “a nessuno dovrebbe essere consentito di bruciare la bandiera americana, se lo fanno ci dovrebbero essere conseguenze, forse la perdita della cittadinanza o la galera”. Non è chiaro cosa abbia spinto il tyco-on a cinguettare su questo tema, ma la sua minaccia è in contrasto con una sentenza della Corte suprema, la quale nel 1989 ha stabilito che bruciare la bandiera è un atto tutelato dal primo emendamento, quello

sulla libertà di espressione.


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