Ecco il piano di Unicredit



MILANO. Jean Pierre Mustier mette mano ad Unicredit e la rivoluziona. Per il gruppo di Piazza Gae Aulenti arriva l’attesa revisione strategica al 2019 e con essa un aumento di capitale “monstre” da 13 miliardi di euro che verrà lanciato nel primo trimestre del prossimo anno. Al cambio di passo segue anche un ulteriore taglio del personale con altri6.500 esuberi, di cui 3.900 solo in Italia.

Il mercato sembra apprezzare le mosse del manager francese tanto che a Piazza Affari il titolo sfiora un rialzo del16%(2,81euro). Chiuse nel giro di una settimana le cessioni di Pekao e Pioneer Mustier, che si dice fiducioso che la situazione di Mps si risolverà prima della fine dell’anno e non avrà alcun impatto sull’aumento di capitale di Unicredit, presenta a Londra un piano denominato “Transform” che definisce “pragmatico basato su presupposti prudenti, con obiettivi concreti e raggiungibili”. La priorità, oltre a rendere la banca più snella e ancora più digitale (1,6 i miliardi destinati all’It ) è rafforzare e ottimizzare il capitale(il Cet 1 fully loaded sarà superiore al 12,5% dal 10,8%nei9mesi2016).E per farlo l’istituto, nel quarto trimestre, procederà ad una svalutazione di asset e crediti per 12,2 miliardi (incluse rettifiche sui crediti per 8,1 miliardi e costi di ristrutturazione per 1,7 miliardi).

Contestualmente verrà avviata una cartolarizzazione di 17,7 miliardi di sofferenze che verranno cedute nel corso del piano. Da non escludere anche l’uso delle Gacs (garanzie dello stato).

Dell’operazione fanno parte due accordi siglati separatamente, uno con Fortress e l’altro con Pimco,per trasferire due portafogli di npl in una nuova e indipendente entità in cui la banca avrà una quota di minoranza.

L’operazione verrà chiusa entro la prima metà del 2017. Quanto alla ricapitalizzazione che dovrà essere approvata da un’assemblea straordinaria il prossimo 12 gennaio a Roma, è di fatto interamente garantita da un consorzio formato da una serie di banche con le quali è stata siglata una pre-garanzia per la sottoscrizione dell’eventuale inoptato.

La “cura” Mustier (che si è tagliato lo stipendio del 40% rinunciando anche alla buonuscita) prevede per Unicredit risparmi annui ricorrenti netti per1,7miliardi di euro dal2019 e un rapporto costi/ricavi del gruppo inferiore al 52% dal 2019. Inoltre una migliore redditività con Rote (return on tangible equity) superiore al 9% dal 2019.

Al 2019 viene visto un costo del rischio del Gruppo a 49 punti base. Per il 2016 poi non ci sarà cedola. Per gli anni successivi viene indicata una politica di distribuzione dei dividendi cash del20-50%.Mentre è di4,7miliardi di euro l’obiettivo di utile. In questo quadro non sono previste altre cessioni.

Su Fineco il gruppo intende mantenere il controllo così come non è programma la cessione di Hvb o l’uscita dall’Austria né tantomeno c’è l’intenzione di vendere la quota in Mediobanca,

di cui Unicredit è il primo azionista. E non sono all’orizzonte neanche fusioni o acquisizioni.

“Il nostro piano si basa sulle nostre forze e sullo sviluppo organico, ci stiamo focalizzando solo su tematiche organiche e non stiamo parlando con nessuno”, replica Mustier ai rumors di contatti con SocGen. In futuro, con il rinnovo nel 2018, cambierà, invece, la composizione del cda con 15 membri e un vicepresidente.

Nella sostanza si rifletterà la composizione dell’azionariato. E anche sul tetto del diritto di voto del 5% ci sono approfondimenti in corso.

In relazione poi il capitolo esuberi, su cui i sindacati sono già sul piede di guerra, con la riduzione totale netta dei dipendenti a tempo pieno che sale a 14.400 unità (8.000 del piano Ghizzoni), con un risparmio dei costi per il personale pari a 1,1 miliardi di euro. La previsione è quella di ridurre gli sportelli in Italia di 883unità(pari al 27%della rete) e di tagliare il personale del 21%, con un risparmio di 650 milioni di euro.

I tagli incideranno anche sulle filiali estere: previsto un calo del 21% dei dipendenti tedeschi e del 19% di quelli austriaci (inAustria saranno chiuse 50 sportelli, il 29% della rete). In Europa occidentale verranno chiuse 944 filiali, pari a un quarto della rete.A fine piano i dipendenti del gruppo saranno passati da 101 mila a 87mila.


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