EGYPTAIR Localizzata una delle due scatole nere



IL CAIRO. E' stata localizzata una delle due scatole nere dell'aereo Egyptair inabissatosi due settimane fa nel Mediterraneo causando la morte di 66 persone. I registratori di voci e dati del volo MS804 giaccio- no sotto tre chilometri di acqua e servirà ora almeno una settimana per iniziare il recupero di queste appa- recchiature da cui si spera di ottene- re indicazioni per far luce sulle cause della caduta dell'Airbus: finora un mistero in bilico fra terrorismo e inci- dente tecnico.

E proprio mentre viene indivi- duata la scatola nera, arrivano nuo- vi particolari sull'aereo. Secondo la tv francese France 3, il volo avrebbe affrontato bene tre atterraggi di emer- genza nelle 24 ore che hanno prece- duto il disastro. In tutti e tre i casi, una volta rientrato in aeroporto, sa- rebbero scattate le procedure di al- lerta che hanno imposto ogni volta

una verifica tecnica rivelatasi negati- va e il volo è stato fatto ripartire.

L'annuncio che sono stati capta- ti i 'pings' di una delle due scatole nere è venuto con qualche cautela dalla Commissione d'indagine del Cairo ed è stato confermato dal Bea, l'ufficio d'inchiesta francese sui di- sastri aerei. La rilevazione è avvenu- ta grazie agli strumenti della società Alseamar montati a bordo della nave Laplace della Marine nationale. Fon- ti egiziane fin dall'inizio hanno stima- to che relitto e scatole nere sono sci- volati a "oltre 3.000 metri" di profon- dità ("circa tremila" è la stima di fonti francesi vicine all'inchiesta) e comun- que ormai è certo che siano stati cap- tati dai sofisticati "Detector-6000" vantati dalla società controllata del gruppo francese Alcen.

Seppur inferiore di circa 800 metri rispetto a quella in cui giace il Tita- nic, la profondità è comunque abis-

sale e si attende ora un'altra imbarca- zione con specialisti in grado di recu- perare il Cvr (Cockpit Voice Recor- der) che registra le voci nella cabina di pilotaggio ed il Fdr (Flight Data Recorder) che conserva i parametri tecnici fondamentali. Si tratta della nave "John Lethbridge" della "Deep Ocean Search" (Dos), una società ba- sata alle Mauritius e specializzata in operazioni a grandi profondità mari- ne. Il suo robot è atteso sul posto "entro una settimana" secondo la Commissione d'inchiesta egiziana, o qualche giorno dopo ("intorno al 10 giugno") stando a fonti francesi.

La zona in cui sono stati rinvenuti rottami e resti umani è 290 chilometri a nord di Alessandria d'Egitto e gli annunci odierni non precisano il pun- to esatto da cui provengono i segna- li. I dati delle scatole "nere" (in realtà di colore arancione per essere meglio individuabili) appaiono indispensa-

bili per cercare di capire la causa del disastro che si sospetta possa avere matrice terroristica ma non è stato ri- vendicato da alcuna organizzazione, a differenza di quanto fece l'Isis per il charter russo che esplose nei cieli del Sinai a fine ottobre.

Oltre all'assenza di un sos, i dati certi a disposizione sono pochi e in parte pure controversi come la que- stione delle virate a destra e sinistra segnalate da fonti ufficiali greche ma non confermate da quelle egiziane. Da interpretare, appunto con l'ausilio del- le scatole nere, sembrano anche i nove messaggi automatici di mutamento di temperatura del finestrino sul lato del copilota lanciati dall'aereo tre minuti prima sparire dai radar il 19 maggio e segnalati da fonti informate al Cairo la settimana scorsa. Finora inoltre non risulta abbiano dato indicazioni diri- menti i resti umani, più piccoli di una mano, rinvenuti in acqua.


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