Emergenza per gli studenti


SISMA/IN DECINE DI COMUNI GLI EDIFICI SCOLASTICI SONO DISTRUTTI O INAGIBILI


ROMA. Sarà a macchia di leopardo la riapertura delle scuole dopo la scossa di terremoto che domenica scorsa in decine di comuni dell’Italia centrale ha lesionato o sbriciolato case e istituti scolastici. Nel Maceratese le lezioni certamente non riprenderanno prima del 7 novembre e anche nelle altre province delle Marche, ma pure dell’Umbria, è assai probabile che ci si prenda una manciata di giorni in più per le verifiche tecniche sull’agibilità degli edifici, ma soprattutto per capire con esattezza quanti sono e dove vogliono andare gli studenti coinvolti. Le famiglie di Arquata e Visso, quasi tutte sfollate sulla costa, chiedono, ad esempio, di ricomporre lì, in un edificio dedicato, le scuole, evitando così di sparpagliare i ragazzi. Norcia avrebbe una scuola ancora in piedi ma i genitori sono restii a mandare i figli perché hanno paura di nuove scosse e nuovi crolli. Spetta ai sindaci prendere decisioni in materia facendo in modo che siano il più indolore possibile. “Entro 15 giorni dovremo completare una verifica su tutte le scuole” ha assicurato il commissario per la ricostruzione Vasco Errani."Nei casi più semplici i sindaci potranno disporre lavori urgenti, se i danni sono maggiori - ha aggiunto - verranno individuate soluzione provvisorie in accordo con l’Ufficio scolastico regionale; i Comuni devono operare per aree, individuando soluzione omogenee”. Il quadro, insomma, è complesso e il vantaggio temporale concesso dal ponte di Ognissanti non basta. La Task Force del Miur voluta dal ministro Giannini dopo il sisma diAmatrice sta lavorando (riunione lunghissima anche ieri pomeriggio) a ritmo serrato con la Protezione civile per sentire uno a uno tutti i dirigenti scolastici dei 62 comuni coinvolti e trovare insieme le soluzioni più adatte. Dopo il 26 ottobre la popolazione scolastica delle aree coinvolte era stata quantificata in circa 10.000 studenti, ma con la nuova scossa vanno tarati di nuovo tutti i numeri. Al Miur si pensa comunque a interventi “agili” per rispondere alle diverse esigenze. E dunque dove ci sono scuole ancora in piedi, ma soprattutto dove ancora esiste una comunità, potrebbero essere adottati anche i doppi turni negli istituti ritenuti sicuri; laddove iragazzi avessero deciso di spostarsi sulla costa si dovrà invece agire soprattutto sugli organici e se, invece, la soluzione individuata è quella dei container bisognerà accelerare la loro installazione. Saranno decisive le prossime 48 ore per avere un quadro più chiaro della situazione. “Si proverà a tenere insieme le comunità” spiegano al ministero assicurando che in ogni caso l’anno scolastico “verrà salvaguardato”. Sul tavolo del prossimo Cdm è probabile che arrivino norme specifiche per accelerare le procedure. Dopo il sisma del 24 agosto erano stati stanziati 15,6 milioni di euro per le scuole dei comuni toccati dal terremoto (3,5 milioni per finanziare indagini diagnostiche su solai e controsoffitti, 4,1 milioni per interventi di carattere strutturale e di adeguamento a norma e altri 3,8 milioni per interventi di adeguamento sismico).


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