Esperti e fondi per il piano Ue



ROMA. Acqua, elettricità, scuole e ospedali per le necessità basiche e impellenti e finanziamenti a una rete di imprese piccole o piccolissime in modo da dare lavoro e sostentamento ai migranti e alle loro famiglie.

Il piano Ue per disinnescare l'emergenza nei Paesi di transito ma soprattutto di origine del Sud del Mediterraneo e del- l'Africa sub-sahariana non ha bisogno solo di denaro ma anche di esperti in gra- do di gestire i flussi di finanziamenti e con- sigliare i governi locali sui progetti da realizzare. A questo si è candidata la Bei, la banca europea per gli investimenti che, secondo il vicepresidente Dario Scannapieco (un passato al Tesoro con Ciampi e poi nella fase cruciale delle privatizzazioni) è pronta a dare il suo contributo in prima linea.

In un'intervista con l'Ansa, Scannapieco sottolinea come la banca rappresenti "lo strumento ideale sia per il suo profilo tecnico e la presenza in loco" che per "la sua natura di istituto di credito posseduto dagli stati europei e che esibisce la bandiera dell'Unione". Può quindi dare "un'immagine all'esterno di quanto di buono ha fatto e fa l'Europa" in maniera unitaria. Una immagine sotto pressione negli ultimi anni a causa della crisi e della stessa emergenza migranti dove la Ue è stata vista, a volte a ragione ma spesso a torto come una fortezza chiusa ed egoista verso l'esterno. Le parole di Scannapieco ar- rivano proprio nel giorno nel quale l'alto rappresentante Ue per la politica Estera, Federica Mogherini, rispondendo ad una domanda sui "muri" ventila procedure di infrazione per gli Stati che "non rispettano le regole". Una posizione che riceve il plauso del ministro dell'Interno, Angelino Alfano. L'idea, ma sarà il prossimo consiglio Ue di fine giugno a prendere la decisione politica necessaria, è di poter partire in tempi anche brevi con un ventaglio di progetti.

"Con 1 miliardo di euro - spiega Scannapieco - siamo in grado di dare acqua a 300mila persone ad.esempio nei campi profughi della Giordania del Nord, costruire 50 scuole o 4 ospedali" e con soli "100 milioni di finanziamenti, attraverso lo strumento del microcredito supportare 250mila aziende piccole o piccolissime" magari a carattere familiare con effetti su un "1 milione di persone".

Coinvolgere quindi i privati, meglio se locali, dare garanzie sul rischio paese ma anche commerciale, fare da consulenti ai governi locali. Uno schema, adattato alle realtà locali chiaro, già usato dalla Bei con successo nel piano Juncker, che mira a tirare l'Europa fuori dalle secche della stagnazione. Scannapieco, di fresca riconferma biennale al fondo Fei per il sostegno alle Pmi, rivendica i buoni obiettivi già raggiunti in quest ambito senza eccessivo clamore.

I progetti approvati dal Fei sono pari a 12,8 miliardi di euro e attivano circa 100 miliardi, di cui 13 in Italia "Nei prossimi mesi rileva - la dotazione sarà già esaurita". "Si tratta di progetti con un'ottica di lungo termine" spiega ma in grado, come evidenziato da studi indipendenti, di dare "risultati già nel medio termine sull'economia e l'occupazione e che presentano una forte componente di innovazione".

In Italia si va dal produtto- re di acciaio Arvedi alla Telecom Italia oltre che al rinnovo delle flotte regionali di treni. "ci prendiamo qualche rischio in più ma l'obiettivo è sempre quello di non puntare al breve o al mero rendimento ma agli effetti benefici più generali sull'economia".

A questo si affianca l'attività con le banche, anche di modeste dimensioni, sul funding che le operazioni Tltro della Bce hanno solo in parte diminuito, "Siamo complementari a Francoforte - dice Scannapieco - visto che i nostri finanziamenti sono decennali, di più lunga scadenza". Sui crediti deteriorati, il tallone d'achille del comparto bancario nazionale, la Bei al momento si rivolge solo alle cartolarizzazioni di prestiti in bonis.

"L'importante - conclude - nel piano Juncker e soprattutto in quello migranti è concentrare la potenza di fuoco dell'Europa. La Bei c'è e può fare molto per portare avanti quella che il presidente Giorgio Napolitano definì una 'bella storia europea'".


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA