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Exor/La holding degli Agnelli chiude il 2017 in crescita del 136%



MILANO. Decollano i conti di Exor grazie alla spinta di Fca. La holding della famiglia Agnelli ha chiuso il 2017 con un utile di 1,39 miliardi di euro, in crescita del 136% rispetto ai 588 milioni del 2016. Nonostante il balzo dei profitti la cedola è stata confermata a 0,35 euro per azione, con un monte dividendi di 82,3 milioni di euro. Vola anche il nav (valore degli asset), aumentato di 8,33 miliardi a quasi 23 miliardi, grazie, ancora una volta, al contributo delle partecipazioni nell' 'automative’, le cui quotazioni di Borsa sono volate: il titolo di Fca, regina di Piazza Affari, è cresciuto nel 2017 del 67%, quello di Ferrari del 56% e quello di Cnh del 34%. La digestione del debito per l'acquisizione del riassicuratore Partner Re, il cui contributo all'utile è rimasto stabile a 167 milioni, ha fatto un passo avanti, con la posizione finanziaria netta scesa da -3,42 a -3,16 miliardi mentre il patrimonio netto si è attestato a 10,8 miliardi (-177 milioni).Il contributo di Fca sull'utile di Exor, che ne detiene il 29% del capi- tale, è salito da 531 a 1.017 milioni, grazie all'annata d'oro del gruppo guidato da Sergio Marchionne, che ha chiuso il 2017 con 3,5 miliardi di profitti. Nel complesso la quota di utile di pertinenza di Exor per i suoi investimenti è salita dagli 886 milioni del 2016 a 1,45 miliardi. Da Cnh sono arrivati 110,2 milioni di dollari (+78,7 milioni rispetto al 2016) e da Ferrari 125,9 milioni di euro (+32,1 milioni). Oltre ai conti la holding ha annunciato l'ingresso nel board del consigliere indipendente non esecutivo Joseph Bae, co-presidente e cocoo (chief operating officer) del colosso del private equity Kkr, in cui lavora dal 1996. Un nome di peso, per una holding quale è Exor: Bae, artefice dell'espansione di Kkr nel continente asiatico, è stato anche managing partner di Kkr Asia e il capo globale dei business di KKR nelle infrastrutture e nell'energia. Allo stesso tempo hanno rassegnato le dimissioni i consiglieri Niccolò Camerana, Lupo Rattazzi, Robert Speyer, Mike Volpi and Ruth Wertheimer, con effetto dalla prossima assemblea del 29 maggio, che sarà anche chiamata a rinnovare il buy-back fino a 500 milioni di euro. I consiglieri uscenti non verranno rimpiazzati, in un'ottica di snellimento del board che manterrà una maggioranza di consiglieri indipendenti. In Borsa il titolo ha perso il 2,19% a 56,4 euro.


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