FACTORY GIRL: IL DESTINO DI UNA SUPERSTAR

di Simona Balduzzi

titolo originale : FACTORY GIRL genere: drammatico durata : 91 min cast: Sienna Miller, Guy Pearce, Hayden Christensen , Jimmy Fallon, Mena Suvari sceneggiatura: Captain Mauzner fotografia : Michael Grady musiche: Ed Shearmur montaggio: Dana E. Glauberman , Michael Levine

ANDY: Dici che si ricorderanno di noi? EDIE: Dici quando siamo morti? Penso che la gente si ricorderà di come tu hai cambiato il mondo. A: Cosa pensi che scriveranno sul tuo necrologio? oddio che parola orribile! E: Niente di carino,penso... A: Diranno "Eddie Minturn Sedgwick, bellissima attrice e artista, famosa per aver risvegliato la fantasia della gente." E:..e matta come un cavallo. A: Fece amicizia con tutto il mondo! E: Liberandosi dalle grinfie della sua terrificante famiglia! Creando caos e tumulti ovunque andasse, divorziata da ogni marito che ha sposato. Lascia solo pensieri affettuosi per tutti."


Dalla clinica di Cottage Hospital a Santa Barbara ( California) , la protagonista ripercorre attraverso un flashback, alcuni momenti cruciali della propria vita, riuscendo finalmente, a dar loro un senso: Edie Sedgwick ( interpretata da una splendida Sienna Miller, candidata al Golden Globe per il film tv The Girl), racconta infatti del periodo che va da quando lascia la Cambridge Art School( nel Massachusetts) verso New York: le sue aspettative nei confronti della Grande Mela, vengono enfatizzate dall’amicizia con Chuck Wein (Jimmy Fallon); sarà proprio lui a presentarle Andy Warhol (Guy Pearce, attore australiano: ‘Memento’, ‘Houdini’ ) che ne rimarrà totalmente ammaliato: Edie è dolce, pulita, piena di voglia di vivere e forse sarà questa sua caratteristica a renderla tanto fragile, quanto immortale. Di questo film (Factory Girl) del 2006, si è parlato molto per il ruolo che il regista ( George Hickenlooper ), sceglie di dare al capriccioso esponente della pop art, evidente causa- nel film- della tossicodipendenza di Edie . La scelta

registica di George Hickenlooper che verte sul ruolo ‘sacrificale’ per la figura di Edie, ha fatto molto vociferare; tanto da far indispettire Bob Dylan che nella sceneggiatura viene dipinto come colui che abbandona la ragazza alla sua autodistruzione , dopo la delusione per il fallimento della loro relazione: a dire il vero, secondo alcuni c’è un altro ‘capro espiatorio’ nella scelta di Hickenlooper, ed è proprio Andy Warhol . Nel film, il re della Pop Art viene tacciato di essere il mandante del declino della ragazza, con la quale intesse -e senza neanche troppo impegno- uno strano e contorto rapporto: Edie è giovane , bella e ricca; quando arriva a New York fresca di voglia di nuove esperienze , lui la accontenta. ‘Sarà andata veramente cosi?’ E’ quello che si chiede lo spettatore alla fine del film; perché qualche dubbio viene, ma solo dopo che il regista è riuscito a farci stare dalla parte della protagonista : le inquadrature sui dettagli , che parlano dell’abuso di droghe ( per lo più speed) negli anni della rivoluzione culturale americana, insieme alle immagini schizofreniche di perdizione e sesso libero, rimandano ad un moralismo ‘patinato’, ma che ancora sortisce l’effetto voluto: Edie è pura e qualcuno la ‘sporca’ . Esiste qualcosa di più affascinante e sexy del carisma della Sedgwick , già mito prima di essere decaduta? Forse no, ma a dare la sensazione di ‘de ja vu’, è proprio la pesantezza di una fine preannunciata , fin troppo prevedibile . Guy Pearce ( 'LA Confidential')e Sienna Miller incantano , nelle loro performance ottimali , così come gran parte del cast, impegnato ad interpretare personaggi molto ben caratterizzati : il loro incontro all’interno della Factor - un appartamento a Midtown Manhattan ( detta anche Silver Factory’ perché ricoperta interamente da carta stagnola) - si rivelerà fatale per entrambi . Il film drammatico prodotto dalla Weinstein Company ( 2006 ), vanta l’ottimo montaggio di Dana Glauberman e Michael Levine ed una particolare cura nella fotografia da parte di Michael Grady ( con uso di split screen). Il mood degli anni ’60 è ben rappresentato nelle canzoni, nelle scelte dei costumi e nella fisicità della Miller, che incarna alla perfezione il personaggio.





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