Faro sui giovani under 29


MANOVRA/IL GOVERNO STA DI NUOVO CONSIDERANDO GLI SGRAVI SULLE ASSUNZIONI


ROMA. Andare avanti con il sostegno al Jobs Act attraverso gli sconti sul lavoro stabile, oppure concentrare tutte le risorse sulla produttività. Anche se il rebus resta ancora da sciogliere in vista della stesura della nuova legge di Bilancio, certo è che il governo sta ripensando gli sgravi sulle assunzioni che hanno funzionato bene nella prima fase e che ora iniziano ad esaurire la loro spinta. E mentre c’è chi, come il ministro Carlo Calenda, vorrebbe azzerarli del tutto e da subito e chi, stando ai bene informati, accarezza invece addirittura l’idea di riportare la decontribuzione piena attuata per i neoassunti del 2015, si fa più consistente un’ipotesi ‘mediana’: quella di prose- guire con lo sgravio anche nel 2017 ma concentrandolo sui giovani, quegli under 29 sui quali ancora pesa un pesante tasso di disoccupazione, che tra i giovanissimi continua a restare inchiodata attorno al 40%. Resta sempre sul tavolo anche l’idea di uno sgravio ad hoc per le assunzioni nel Mezzogiorno, che si potrebbe tra l’altro tentare di finanziare attraverso i fondi europei. Sul Sud e i fondi Ue pende ancora la verifica inserita nell’ultima legge di Stabilità, che andava fatta entro aprile, e che prevedeva, se fossero rimaste risorse utili, che si chiedesse a Bruxelles la possibilità di ripristinare la decontribuzione al 100% fino al 2020 per quell’area del Paese. La questione dello sconto sui contributi da versare da parte delle imprese, ha confermato anche il sottosegretario alla presidenza Tommaso Nannicini “è ancora oggetto di discussione, è sempre stata una misura temporanea”. Dopo la riduzione già attuata per quest’anno secondo l’economista di Palazzo Chigi “può darsi anche - che sia venuto il momento di dire, lasciamo finire questa misura che finirà nel 2018 e poniamoci lì la sfida della riduzione del cuneo contri- butivo”. Davanti alla platea di Confesercenti il sottosegretario ha confermato, intanto, l’arrivo dell’Iri per le Pmi, la tas- sazione agevolata al 24% sulla falsariga dell’Ires per il reddito lasciato in azienda. Si tratta, ha sottolineato di “un grosso intervento strutturale” che, insieme al taglio dell’Ires è tra i “punti fermi” della prossima manovra, insieme alla sterilizzazione degli aumenti dell’Iva, molto temuti dai negozianti. Verifica ancora aperta, invece, su altre misure molto ‘sponsorizzate’ come il superammortamento. “C’è una discussione aperta se dare ancora un orizzonte tem- porale più lungo a misure congiunturali fatte con la scorsa legge di Stabilità, come il maxi-ammortamento al 140% che po- trebbe essere rinnovato”. Non è escluso che l’agevolazione possa addirittura diventare - coperture permettendo - strutturale. Ma il mix di strumenti per spingere investimenti, produttività e competitività, i tre pilastri sempre citati dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan, “sono oggetto di discussione”. Anche sullo sconto fiscale per i premi di produttività, in cima alla lista delle misure da rafforzare, ancora non ci sono decisioni, che saranno prese solo dopo la definizione del nuovo quadro macro economico in arrivo con la Nota di aggiornamento al Def. Ad oggi la forchetta dell’aumento resta tra i 3.500 e i 4.500 euro (rispetto ai 2.000 attuali) e per i redditi fino a 70-80 mila euro (rispetto al tetto per quest’anno di 50 mila)


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