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Fca punta 9 mld sull’elettrico


IL GRUPPO ITALOAMERICANO DÀ L’ADDIO AL DIESEL CHE SCOMPARIRÀ NEL 2021


BALOCCO (Vercelli).

Elettrica e a guida autonoma, dotata delle più moderne tecnologie in fatto di sicurezza e sem- pre connessa. Benvenuti nell’auto del futuro se- condo Fca, che “alle soglie della più grande ri- voluzione nel mondo dei trasporti” dall’addio ai cavalli e alle carrozze, illustra le sue mosse per i prossimi cinque anni. Quando due aziende po- chi anni fa sull’orlo del fallimento, Fiat e Chry- sler, diventeranno il “costruttore più invidiabile del mondo” grazie a un piano di 45 miliardi di euro di investimenti che prevede il “pieno utiliz- zo degli impianti”.

“Non chiuderemo stabilimenti e non manderemo a casa nessuno”, promette Sergio Marchionne che, al passo d’addio,annuncia il traguardo deldebito zero entro giugno. L’occasione è di quelle importanti e il manager, come aveva promesso, la celebra “con una cravatta ben annodata”. Non la indossava da dieci anni.

Un vezzo, l’unico nella giornata trascorsa davanti ai trecento analisti finanziari e giornalisti accorsi da ogni parte del mondo a Balocco, dove negli anni Sessanta l’Alfa Romeo ha costruito la sua pista di collaudo. Per oltre sette ore il manager e la sua squadra ‘di comando’ illustrano numeri e percentuali, i grafici che si inseguono su tablet e personal computer per illustrare un “piano solido e coraggioso”.

Dei 45 miliardi di investimenti, ben nove sono quelli che il Gruppo italo- americano intende mettere sul piatto per l’elettrico, versione pronta a fare la comparsa in tutti i 26 modelli annun- ciati. E tanti saluti al diesel, che scompare nel 2021, fatta eccezione per i soli veicoli commerciali.

“Perché anche se i settore del trasporto non può fornire la soluzione - osserva Marchionne - intendiamo giocare un ruolo importante nella riduzione complessiva dei gas a effetto serra”.

Non è dunque casuale che per la 500, l’auto della motorizzazione di massa diventata più di recente il simbolo della rinascita del Gruppo, venga annunciata una versione elettrica a batterie. Se Fiat, come Chrysler, sono destinati a diventare i marchi ‘locali’ di Fca, Ram, Jeep, Alfa Romeo e Maserati sono i brand “globali”, quelli che “rappresentano la parte più significativa dei nostri ricavi e dei nostri utili”, spiega Marchionne, che non dà indicazioni su quali stabilimenti produrranno i nuovi modelli. “Sono nel piano, da qualche parte li costruiremo”, taglia corto il manager, che si presenta alla stampa accanto al presidente John Elkann. “La mia successione? E’ un tema del 2019, una distrazione, c’è ancora da fare”. Il mercato non sembra gradire, nonostante Marchionne abbia dato “buone notizie” per il futuro dell’azienda, e il titolo chiude il calo del 4,5% a 18,52 euro dopo essere stato congelato al ri- basso. Non sembrano preoccupati i sindacati che in questi anni hanno firmato gli accordi con l’azienda e che erano presenti a Balocco. “E’ una giornata positiva per i lavoratori di Fca e per il Paese”, dice Fer- dinando Uliano, segretario nazionale della Fim, mentre la leader della Cisl Annamaria Furlan parla di “piano ambizioso” ma chiede garanzie sulla piena occupazione. Critica invece la Fiom, che in concomitanza con la presentazione del piano ha organizzato presidi davanti alle fabbriche dell’azienda. “E’un piano identico a quello del 2014", afferma Francesca Re David, segreta- ria generale della Fiom. “Apriamo su- bito un tavolo” è la richiesta di Miche- le De Palma, che del sindacato è il re- sponsabile auto. D’accordo sull’aper- tura di un confronto anche la Regione Piemonte, che giudica “positivi” gli in- vestimenti sull’auto elettrica e senza pilota. Il futuro è già iniziato.


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