Fca vuole aumentare la sua presenza in Cina: Jeep farà da apripista



TORINO. Nel mercato cinese Fca è presente da quasi quarant'anni - nel 1979 è stato aperto il primo ufficio dell'allora Fiat a Pechino - ma le possibilità di crescita sono ancora molto ampie. "Una quarta gamba in Cina ce l'abbiamo, anche se ancora piccola", ha detto venerdì scorso ad Amsterdam Sergio Marchionne, in occasione dell'assemblea degli azionisti, parlando del futuro del mercato asiatico. "Siamo arrivati in ritardo - ha aggiunto - ma meno male che lo abbiamo fatto".

Gag (Guangzhou Automobile Group) è il partner cinese con cui Fca ha siglato nel 2009 una joint venture per la produzione e la commercializzazione di autovetture in Cina.

Da allora sono nate la Viaggio e la Ottimo, due berline contraddistinte dal logo Fiat,

ed è stata avviata un'importante strategia commerciale per la ven- dita di vetture importate dal vecchio Continente come ad esempio all'inizio la 500 o più recentemente le Alfa Romeo Giulia e Stelvio. Molto forte la presenza della Maserati che in Cina nel 2017 ha realizzato il 30% delle sue vendite complessive. Il futuro però sarà targato Jeep.

"Siamo entrati con un Brand che conosciamo bene, ma abbiamo bisogno di spazio e tempo", ha aggiunto venerdì scorso Marchionne, sottolineando che negli stabilimenti di Changsha e Guangzhou già vengono prodotte la Cherokee, la Compass e la Renegade e che i margini di miglioramento della presenza in Cina del celebre marchio americano sono ancora molto ampi.

In Cina Fca, che ha i suoi uffici direttivi a Shanghai, non è solo automobili.

E' molto forte l'impegno di Magneti Marelli che ha nove siti tra stabilimenti produttivi e centri di R&D/Ingegneria, ma altrettanto importante è la presenza di Comau e Teksid. La Cina è per Fca il mercato di riferimento nella Regione Apa dove lo scorso anno ha consegnato complessivamente 290.000 vetture con ricavi superiori a 3 miliardi di euro.


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