Finale con accento italiano

BASKET NCAA/A BADOCCHI (VIRGINIA) IL DERBY CONTRO IL SUO CONTERRANEO MORETTI (TEXAS TECH)



ROMA. C'è anche un pò di Italia nella finale NCAA, l'ambito scudetto del college basket, andato in scena lunedì notte nello US Bank Stadium di Minneapolis e che ha visto contrapposti due giovani talenti del basket azzurro. Alla fine ha prevalso l'università della Virginia di Francesco Badocchi che ha battuto, dopo un tempo supplementare, il Texas Tech di Davide Moretti 85-77. Frankie’ Badocchi, 20enne italoamericano di Cernusco sul Naviglio diventa così il primo italiano a conquistare il trofeo, mentre a Moretti, arrivato a un passo da un'impresa storica, restano solo le lacrime, nonostante una stagione sempre da protagonista, la bella prova e i 15 punti a referto (e ben 41' sul parquet). Nella finale NCAA più internazionale della storia, con 9 stranieri provenienti da 8 paesi diversi, l'Università di Charlottesville si prende una sonora rivincita dopo la clamorosa eliminazione al primo turno arrivata un anno fa. Ala di 201 centimetri, Badocchi è arrivato in Virginia nel 2017, col doppio sogno di diventare un uomo d'affari (studia economia all'università) ma anche emulare i Belinelli, i Gallinari. Sotto la guida di Tony Bennett ha studiato, imparato e, alla fine, vinto.

A differenza dello sfortunato Moretti, Badocchi ha vissuto una stagione da comprimario ma tanto è bastato a mandarlo in orbita insieme ai 'Cavaliers' in un mare di coriandoli che hanno suggellato la memorabile impresa e il primo titolo nella storia dell'università. "È un paradiso adesso, continuo a non crederci - le parole del vincitore a Sky - Tutto quello che abbiamo fatto, aver raggiunto l'overtime e poi il successo in quel modo: un'esperienza surreale. Non ho mai dubitato delle qualità dei miei compagni, ho sempre avuto fiducia in loro e nei loro mezzi. Sono veramente tra le nuvole. Un'emozione incredibile", chiude Badocchi non senza rendere merito al connazionale sconfitto: "Penso che abbia giocato una partita meravigliosa. I suoi due canestri alla fine sono stati decisivi per Texas Tech, ha segnato delle triple importanti, l'ho salutato sia prima che dopo la partita. Ovviamente non era del mio stesso umore". "Volevo dedicare il successo a mio padre, l'anno prossimo ci riprovo", la parole dello sconfitto d'onore che fa fatica a nascondere la delusione: "Potevo fare molto meglio - sottolinea a fine gara - quello che pensavo oggi era non fare 15 punti, ma aiutare il mio gruppo a vincere. Speravo potesse finire in un altro modo". Sempre con Texas Tech: "Mi sono fidato del coaching staff e del progetto di Texas: è una scelta che rifarei altre mille volte, non la rimpiangerò mai".

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