Fincantieri/Confronto tra governi. Presto la soluzione Stx



Le Maire da Padoan e Calenda. Al Tesoro anche Bono. Giù il titolo

ROMA. La partita Italia- Francia sul destino dei cantieri Stx di Saint-Nazaire è ufficialmente iniziata. Ma per avere già un risultato non bastano gli oltre 90 minuti del primo incontro, organizzato in tempi record dopo la frenata del presidente francese Emmanuel Macron, che ha chiesto di rivedere gli equilibri azionari legati all'ingresso di Fin- cantieri. Mentre il titolo crollava di nuovo in Borsa, dove ha perso alla fine il 2,34%, con toni garbati e cordiali il 'calcio d'inizio' l'hanno dato, nelle stanze del Tesoro a via XX settembre, i ministri dei due governi: Carlo Calenda e Pier Carlo Padoan a difendere le ragioni di Roma e Bruno Le Maire, neo ministro dell'Economia d'Oltralpe, a portare le istanze di Parigi. Un incontro da entrambe le parti definito "costruttivo", con gli italiani che hanno assicurato la volontà di giungere a una "soluzione comune in tempi rapidi" e il francese che ha precisato che questa soluzione dovrà tenere conto degli "interessi di tutta le parti in causa". Al Tesoro anche il numero uno di Fincantieri Giuseppe Bono, che ha avuto così l'occasione di una prima presentazione con Le Maire, anche se al tavolopoi si sono confrontate le sole delegazioni ministeriali. La nuova trattativa sconta inevitabilmente il clima elettorale francese, con la tornata di politiche prevista per domenica prossima, e gli analisti prevedono che servirà più di qualche settimana per arrivare in porto. Possibile però che già mercoledì ci possa essere una seconda occasione di confronto tra i due ministri dell'economia, entrambi a Parigi per la ministeriale Ocse. Un primo punto di accordo, ha spiegato intanto il Tesoro in una nota, resta "l'apertura dei due paesi nei confronti degli investimenti diretti dall'estero". Anche Le Maire, a sua volta con un comunicato, ha sottolineato la volontà di tutti "di approfondire la cooperazione economica e finanziaria tra l'Italia e la Francia" e "l'importanza dei partenariati industriali tra i due Paesi nella prospettiva di un rafforzamento dell'industria europea". Un big europeo è proprio quello che nascerà con l'ingresso dei cantieri italiani nella società francese, con un accordo raggiunto il 12 aprile dopo mesi di trattativa e che ora è di nuovo messo in discussione. Il nodo rimane quello della governance del gruppo, che, nelle intenzioni italiane, deve rimanere a Fincantieri a prescindere da even- tuali 'limature' di altre quote. L'amministrazione di Francois Hollande aveva siglato l'intesa che prevede il 48% a Fincantieri, circa l'8% a fondazione Cr Trieste e il resto del capitale suddiviso tra lo Stato francese (33%) e la società pubblica francese Dcns. Nel mirino di Parigi ci sarebbe appunto la quota del- la fondazione bancaria triestina, considerata 'troppo vicina' a Fincantieri. In attesa che si arrivi a una "nuova soluzione" nei giorni scorsi già si era fatta avanti Msc Crociere, per voce del patron Gianluigi Aponte.


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