Fino alla fine del mondo in bic



PATAGONIA, ALLA SCOPERTA DELLA TERRA DEI GHIACCIAI E DEI DESERTI. INTERVISTA A DAVIDE TRAVELLI

ROMA. “La Patagonia! E’ un’amante difficile. Lancia il suo incantesimo. Un’ammaliatrice! Ti stringe nelle sue braccia e non ti lascia più” scrive Bruce Chatwin. Non è un caso se il più grande autore di letteratura di viaggio abbia dedicato la sua migliore opera alla Patagonia, sterminato e selvaggio territorio sudamericano diviso tra Argentina e Cile. La Patagonia è la terra attraverso cui giungere ad Ushuaia, la ‘città alla fine del mondo’, è il luogo dove convivono deserti, iceberg e ghiacciai, foreste e fiordi, laghi e vulcani. E’ la regione dei Pinguini di Magellano e dei puma, delle balene e dei condor. E il luogo della mitica Routa 40, la strada che Che Guevara percorse a bordo della sua moto Norton Poderosa e che racconto’ nei ‘Diari della motocicletta’. Ma qual è il modo migliore per viaggiare in questa straordinaria regione? Tra i molti mezzi possibili, ne abbiamo scelto uno, la bicicletta. E per capire che tipo di esperienza possa essere, Ansa ha intervistato Davide Travelli, 39 anni, bergamasco, ex consulente aziendale ed appassionato cicloturista che ha appena concluso un viaggio incredibile: la traversata in bici delle Americhe, dall’Alaska ad Ushuaia, da dove ci risponde. “Sono appassionato di bici e ho sempre avuto sete di avventura. Così, un giorno, ho scelto di partire per una ‘Grand Adventure’ attraversando l’intero continente, disegnando la mia Panamericana”, esordisce Travelli all’Ansa. Quanto ci hai impiegato? “954 giorni, sono partito il 14 Agosto 2015 da Prudhoe Bay, Alaska, punto più settentrionale del continente e metro zero della Panamericana” Perché suggeriresti di scegliere la bici per conoscere la Patagonia? “Viaggiando in bici conosci veramente la cultura di un Paese: lo si attraversa completamente, non si va solo daAa B come in bus e aereo, si va abbastanza lenti per interagire con le persone che si incontrano, si campeggia fuori dalle case di gente che, spesso, t’invita a mangiare da loro. Viaggiare in bici dona una sensazione di libertà infinita”. Quale percorso hai scelto per attraversare la Patagonia? “Ho seguito la Routa 40 fino a San Martin de Los Andes, poi ho fatto il cammino ‘De Los 7 Lagos’ fino a Villa La Angostura e sono passato in Cile. A Puerto Varas ho iniziato la famosa Car- retera Austral, sono ripassato in Argenti- na per poi tornare in Cile arrivando a Punta Arenas. Arrivato alla Terra del Fuoco, l’ho attraversata facendo il Paso Bellavista per giungere, infine, ad Ushuaia. Suggerisco anche un secondo percorso: at-traversare la Terra del Fuoco tutta in sterrato partendo da Porvenir, in Cile, e arrivando a Ushuaia passando per Paso Bellavista”. Cosa hai provato quando sei arrivato a Ushuaia? “Una liberazione: dopo 35mila km ero finalmente arrivato al famoso cartello “Fin del Mundo”, traguardo inseguito 954 giorni!” Quali sono i luoghi che più ti hanno impressionato? “La zona dei Sette Laghi in Argentina e il Vulcano Osorno, che regala ‘cartoline’ spettacolari. Il Paso Mayer è una via alternativa per lasciare Villa O’Higgins, che è la fine della Carretera Austral, ed è sicuramente l’highlight della Patagonia. Infine, imperdibile, anche se turistico, il ghiacciaio del Perrito Moreno, che merita assolutamente di essere visitato”. Dove hai mangiato e dormito nella maggior parte delle tue tappe? “Sulla strada: avventurarsi in Patagonia e avere la libertà di campeggiare dove si vuole è in- credibile”. Un viaggio come il tuo è adatto solo a cicloturisti esperti oppure, dilatando i tempi, lo possono compiere anche semplici appassionati? “Tutti possono viaggiare in bici, anche su una Graziella! Chiaramente, in questo caso, si viaggerà con più lentezza. Il viaggio in bici è universale, lo possono fare i bambini come gli anziani! Quale sarà la tua prossima avventura? “Voglio continuare il mio giro del mondo, sto organizzano la logistica del mio trasferimento in Africa, dovrei arrivare a Citta’ del Capo il 22 Aprile”. Il modo migliore per seguire i viaggi a due ruote di Davide Travelli è il suo account Instagram instagram.com/davidetravelli, sempre aggiornato con foto e informazioni su tutti gli itinerari percorsi.


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