“Flessibilità dentro le regole”


MANOVRA/MOSCOVICI FRENA SUL DEFICIT A 2,4 %. PADOAN: COLLABORIAMO


ROMA. L’Italia potrà godere della flessibilità europea sui conti, ma solo rimanendo dentro le regole. Portare il deficit al 2,4% del Pil significherebbe quindi spingersi un po’ troppo oltre e raggiungere una cifra che non è quella che Bruxel- les ha in mente. Quella di Pierre Moscovici sembra a prima vista una retromarcia rispetto alla posizione espressa solo due giorni fa, ma non lo è. Anzi, nel bilaterale con Pier Carlo Padoan a margine dei lavori del Fmi, l’atteggiamento del commissario Ue agli Affari economici, si è dimostrato, a giudizio dello stesso ministro dell’Economia italiano, di “grande collaborazione”. Ed effettivamente, a voler leggere attentamente le dichiarazioni rilasciate a Washington, la sintonia tra i due sembra essere stata trovata. Che il 2,4% di deficit non sia esattamente quello a cui la Commissione sta pensando “il governo italiano lo sa bene, per questo stiamo discutendo”, ha osservato Moscovici, specificando che quel numero non sarà probabilmente quello “che alla fine sarà raggiunto”. L’Italia deve infatti continuare nei suoi sforzi per ridurre il debito e lo stesso deficit, che non potrà quindi l’anno prossimo rimanere allo stesso livello di quest’anno. Le trattative per ottenere più margini di spesa per affrontare le emergenze migranti e terremoto comunque proseguono, ha assicurato, ed andranno avanti anche dopo che Roma avrà presentato il Documento programmatico di Bilancio, atteso sul tavolo della Commissione il 17 ottobre. E’ proprio nel Draft Budgetary Plan infatti che l’Italia metterà nero su bianco a Bruxelles le stime programmatiche per il 2017 e per gli anni a seguire ed illustrerà ai commissari i contenuti fondamentali della legge di bilancio per l’anno prossimo.Padoan ha ribadito ancora una volta

anche da Washington l’intenzione di confermare i numeri del quadro inserito nella Nota di aggiornamento del Def, di cui - promette - fornirà prova convincente martedì in audizione in Parlamento. Ma, di fronte ai rilievi di Moscovici, il ministro ricorda contemporaneamente anche di aver chiesto finora alle Camere l’autorizzazione a salire “eventualmente” al 2,4% di deficit/Pil, una percentuale ritenuta massima. Proprio qui le sue parole sembrano combaciare con quelle del commissario europeo. La soluzione di compromesso che permetterebbe di venire incontro alle esigenze italiane ed europee allo stesso tempo, oltre che a quelle dell’Ufficio parlamentare di bilancio, finora critico rispetto alle stime di crescita 2017, sarebbe infatti quella di ottenere il via libera parlamentare ad alzare l’attuale deficit del 2,0% a circa il 2,2%. Senza dunque toccare necessariamente il 2,4% oggi giudicato da Moscovici non troppo conforme alle regole Ue, ma avendo comunque qualche spazio di manovra in più per spingere la crescita.


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