Focolai ma trend positivo

L’epidemia “non è ancora finita”, occorre mantenere alta la guardia



di Elisabetta Guidobaldi

ROMA. Trend positivo, ma ancora focolai attivi. “Piccoli”, ma sufficienti per far dire agli esperti come “l’epidemia in Italia di Covid-19 non sia conclusa” e che occorre “mantenere la guardia ancora alta”. L’altra faccia della Fase 2, quella del post lockdown, parla di un paziente (l’Italia) che migliora di settimana in settimana. Nessuna Regione, infatti, ha fatto registrare un indice di trasmissibilità (Rt) maggiore di 1. I dati del monitoraggio del Ministero della Salute e del- l’Istituto superiore di Sanità sugli indicatori relativi al periodo 25-31 maggio confermano che la situazione della prima fase di transizione “è complessivamente positiva”. In testa con zero contagi (e da 10 giorni) resta la Basilicata, mentre in coda c’è la Lombardia, con un Rt a 0,91, contro lo 0,75 della settimana precedente. La Campania, che la settimana scorsa era ancora in fase di verifica, ora riporta un indice allo 0,58. “Il monitoraggio dice che siamo sulla strada giusta. Ma occorre ancora prudenza e gradualità”, avverte il ministro della Salute, Roberto Speranza. Un quadro che emerge anche dal bollettino quotidiano della Protezione Civile, con 5 regioni a zero casi, 8 regioni senza vittime e l’incremento giornaliero dei contagi da coronavirus in Italia che torna a scendere: 270 casi ieri, contro una crescita di venerdì di 518, per un totale complessivo nazionale di contagiati di 234.801. In Lombardia i nuovi contagiati sono 142 in più, mentre venerdì 5 giugno l’incremento era stato di 402 casi, pari al 52,5% dell’aumento odierno in Italia. Zero nuovi casi invece in Campania, Umbria, Calabria, Molise e Basilicata. Sono 72 le vittime del coronavirus nelle ultime 24 ore in Italia, in calo rispetto alle 85 del giorno prima. In Lombardia nell’ultima giornata se ne sono registrate 27, mentre venerdì 5 giugno erano 21. I morti complessivi salgono così a 33.846. Otto le regioni senza vittime: Trentino Alto Adige, Sicilia, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Sardegna, Calabria, Molise e Basilicata. Saliti a 165.078 i guariti e i dimessi, con un incremento in 24 ore di 1.297. Giovedì l’aumento era stato di 1.886. I malati ricoverati con sintomi sono invece 5.002, con un calo di 299 in 24 ore, mentre quelli in isolamento domiciliare sono 30.582, con un calo di 777 rispetto a venerdì. I malati sono 35.877, 1.099 meno di venerdì, quando il calo era stato di 1.453. Infine sono 293 i pazienti ricoverati in terapia intensiva in Italia, 23 meno in 24 ore. Di questi, 110 sono in Lombardia, 10 meno di ieri. Dati giornalieri che rispecchiano l’andamento settimanale. Infatti, secondo il monitoraggio Ministero della Salute-Iss, “complessivamente il quadro generale della trasmissione e dell’impatto dell’infezione da SARS-CoV2 in Italia è favorevole, con una generale diminuzione nel numero di casi ed una assenza di segnali di sovraccarico dei servizi assistenziali”. Inoltre, viene rilevato un “forte miglioramento della qualità e dettaglio dei dati inviati dalle Regioni al ministero della Salute e all’Istituto Superiore di Sanità e discussi nella Cabina di Regia”. La capacità di risposta, afferma il dg Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, “è globalmente migliorata”, pur con differenze tra regioni. E spiega: “La situazione in Italia continua a migliorare, diminuisce il numero di nuovi casi, e dappertutto l’Rt è al di sotto di 1". Ma, avverte Rezza, “ci sono alcuni focolai presenti, che sono piuttosto pic- coli, e ci dicono però che bisogna mantenere alte la guardia e le misure di distanziamento sociale”. Le misure di lockdown, rileva il monitoraggio, “hanno effettivamente permesso un controllo dell’infezione da Sars-CoV- 2", ma è necessario, dicono gli esperti, “mantenere elevata la resilienza dei servizi territoriali’’. Si sottolinea poi che “verosimilmente molti dei casi notificati in questa settimana hanno contratto l’infezione tra il 4 e il 18 maggio 2020". Per avere un bilancio sugli effetti delle riaperture delle regioni, si dovrà attendere fine mese, dice Pierluigi Lopalco, epidemiologo a capo della task-force pugliese, mentre il 15 giugno “è la data per sciogliere la prognosi su quello che è stato l’impatto delle riaperture dello scorso maggio”

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