Fondi in cambio di sesso


BUFERA SUL SINDACO DI MANTOVA PALAZZI. SOLDI PUBBLICI A DONNE COMPIACENTI


MANTOVA. Ha lasciato Mantova per qualche giorno per allontanarsi dalla bufera giudiziaria che lo ha investito. "È molto provato" dice l'avvocato Paolo Gianolio del sindaco dem di Mantova Mattia Palazzi, 39 anni, accusato dalla Procura di aver chiesto favori sessuali alla vicepresidente di un'associazione culturale in cambio di un contributo comunale allo stesso sodalizio.

Contro di lui il sostituto procuratore Donatella Pianezzi sta procedendo per il reato di concussione. Già perquisite dai carabinieri sia l'abitazione che l'ufficio in municipio del primo cittadino, a cui sono stati sequestrati cellulare, pc e tablet e sentite anche la presidente e la vicepresidente dell'associazione, la persona a cui materialmente il sindaco avrebbe fatto la proposta indecente e che, invece, assicura di non essere l'autrice dell'esposto in Procura e di "essere pronta ad aiutarlo".

È giallo dunque su chi sia l'autore della denuncia. "Non abbiamo accesso a quell'atto perché coperto dal segreto istruttorio e, quindi, non sappiamo che dire", afferma l'avvocato Gianolio. Che

aggiunge: "nel capo di imputazione del sindaco viene citata una frase, che sarebbe stata riferita, in cui il mio assistito avrebbe detto, in sostanza che 'le situazioni

vanno avanti solo se mi interesso io e, quindi, rispetta le regole'. Una frase che non è molto esplicita".

Qualcun altro, dunque, diverso dalla presunta vittima, a conoscenza di qualcosa di fondamentale per l'indagine, potrebbe aver allertato i militari. La vicenda risalirebbe ad agosto scorso , "almeno è quanto figura nel capo d'imputazione, anche se sembrerebbero riferiti anche a fatti del febbraio 2016", dice il legale.

Secondo quanto si è appreso le due donne avrebbero avuto diversi colloqui con il sindaco, l'ultima volta non molti giorni fa. I carabinieri, in Comune, hanno sequestrato gli atti relativi alla richiesta di patrocinio e di fondi per una loro iniziativa svoltasi nel febbraio scorso. Alla fine il Comune, con un atto dirigenziale, concesse soltanto il patrocinio. Palazzi stesso respinge ogni accusa: "Conosco quella donna,l'ho incontrata alcune volte nel mio ufficio e in occasioni pubbliche, ma non ho mai avuto rapporti sessuali con lei, tantomeno li ho chiesti in cambio di qualcosa. Sono innocente e pulito".

"Palazzi sicuramente sarà interrogato dal magistrato nei prossimi giorni", afferma l'avvocato , che esclude un passo indietro del suo assistito: "Siamo in una fase di indagine che non configura alcun tipo di condanna e, di fatto, non ci sono le condizioni per dimettersi. Il nostro obiettivo è di chiarire al più presto la vicenda, nell'interesse di Palazzi, molto provato, e dei cittadini che l'hanno votato".

Intanto, ad amministrare il Comune in questi giorni di assenza del sindaco sarà il suo vice, Giovanni Buvoli, del Pd: "L'attività amministrativa va avanti regolarmente. Non abbiamo alcun dubbio sulla sua integrità morale". Solidarietà a Palazzi anche dalla segreteria provinciale del Pd, che esprime anche "piena fiducia" nella magistratura: "Confidiamo che Mattia, che sta svolgendo un lavoro prezioso per la città, riesca a dimostrare la sua più totale estraneità ai questi fatti".

Messaggi da cittadini ed esponenti politici arrivano anche sulla pagina Facebook del sindaco. "Palazzi venga subito in Consiglio comunale, già convocato su altri argomenti per mercoledì prossimo, a riferire su questa vicenda" chiedono Cinque Stelle e Forza Italia all'opposizione; quest'ultima invita anche Palazzi a "rinunciare almeno alla delega alla cultura", mentre la Lega Nord rimette "alla sua coscienza" le sue dimissioni da sindaco.


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