Forse oggi il numero magico



WASHINGTON. Hillary Clinton sempre più vicina a diventare la prima donna can- didata per la presidenza degli Stati Uniti. Con la vittoria nelle primarie di Porto Rico, la ex first lady accorcia le distanze dalla nomination democratica: le mancano adesso infatti meno di 30 delegati per raggiungere il ‘numero magico’ (2.383) necessario per assicurarsela, in vista della conven- tion di luglio e alla vigilia della tappa deci- siva di oggi con il voto in sei Stati, tra cui la California e, soprattutto, il New Jersey.

Punto di svolta, tra l’altro, per l’endor- sement ufficiale di Barack Obama, suo ex rivale nelle primarie del 2008 ma che adesso si dice determinato a sostenerla pre- stando alla campagna di Hillary la sua influente voce, e a contare nel tentativo di scongiurare che Donald Trump gli succeda alla Casa Bianca.

Eppure soltanto poche ore fa Bernie Sanders dichiarava: “non è ancora finita. Sarà una convention aperta”. Il senatore liberal del Vermont, che ha annunciato una sua conferenza stampa nelle prossime ore, ha tenuto il punto fino alla fine nella sua sorprendente corsa che, invocando una “rivoluzione politica”, lo ha portato a pun- golare non poco la ex first lady, ex senatrice, ex segretario di Stato che si gioca l’op- portunità della vita e della Storia promet- tendo all’America e al mondo il primo presidente donna degli Stati Uniti.

Adesso però che i numeri sono ormai smaccatamente a favore della frontrunner, nell’altrimenti compattissimo fronte Sanders cominciano ad intravedersi le prime crepe: ‘team Bernie’ si divide, con da una parte i ‘Sanderistas’, i falchi che vogliono combattere contro Hillary fino alla fine, e dall’altra le colombe, che pensano sia giunto il momento di unire le forze dietro alla candidata, riferisce il Wall Street Journal riportando indiscrezioni di una spaccatura accentuatasi con la nuova vittoria di Hillary nelle primarie di Porto Rico.

Intanto il suo appello all’unita’ Hillary l’ha già lanciato, ricordando a Sanders e ai suoi supporter quello che fece lei nel 2008 quando la sfida era con Barack Obama: si ritirò e ‘concesse’ il suo seguito al rivale( poi eletto presidente che la scelse come lavorando sui dettagli “per come utilizzare sua segretario di Stato).


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