Franca Rame la sua musa


LA MORTE DI DARIO FO/SESSANT’ANNI DI AMORE E COLLABORAZIONE ARTISTICA


ROMA. “L’autrice unica è Franca e io l’ho sempre tenuto nascosto, per gelosia!”. Nel giorno dell’ultimo saluto alla Rame, il 31 maggio del 2013, Dario Fo aveva reso omaggio alla compagna di una vita recitando per lei e consacrandola a suo modo come vera anima della coppia e artefice del successo. “Pochi lo sanno ma la gran parte degli spettacoli che trattavano di questioni prettamente femminili è stata Franca ad averli scritti, elaborati e poi li ha recitati al completo spesso anche da sola”, aveva sottolineato, condensando il suo addio in un “Ciao!”. Dario e Franca si erano conosciuti negli Anni ’50 e sposati nel 1954 (dalla loro unione è nato nel ’55 Jacopo) e da allora era stata lei, che lo chiamava “il mio tutto”, la sua interprete preferita e spesso la sua collaboratrice ai testi. Erano gli anni delle commedie paradossali, dai titoli buffi (“Chi ruba un piede è fortunato in amore”, “Isabella, tre caravelle e un cacciaballe’”). Insieme Dario e Franca decisero di sbattere la porta di “Canzonissima” nel 1962, per la censura imposta alle loro scenette dichiaratamente politiche. “L’esilio dalla Rai” durò fino al 1977, quando Rai2 trasmise le commedie. Ma nel frattempo l’Italia aveva vissuto tanti drammi e la coppia Fo-Rame aveva radicalizzato la sua scelta più a sinistra del Pci. Sempre insieme a Dario, Franca era uscita dal circuito dell’Eti per fondare il collettivo teatrale Nuova Scena e poi successivamente La Comune con cui interpretava in fabbriche e scuole occupate spettacoli di satira e di controinformazione politica. A quel periodo risalgono “Morte accidentale di un anarchico” e “Non si paga!” Durante gli spettacoli del loro collettivo teatrale si raccoglievano fondi per i “detenuti politici”. Negli Anni ’70 Franca Rame partecipò al movimento femminista e nel ’73 viene sequestrata da un gruppo di estrema destra che la violentò,

un’esperienza drammatica che diventò un capitolo della sua battaglia politico-sociale e nel 1981 anche uno spettacolo, “Lo stupro”. Nel 1974 i due attori occuparono e trasformaronointeatrolaPalazzinaLibertyaMilano, dove Sebastian Matta dipingeva murales rivoluzionari. Fo scrisse poi una serie di testi sulla condizione femminile (“Tutta casa, letto e chiesa”, “Storia della tigre”), che lei recita in solitario. Nel ’97 Franca fu accanto al marito per il premio Nobel per laletteratura.Nel2006fuelettainPiemontesenatrice della Repubblica e Antonio Di Pietro sempre nel 2006 la propose come presidente della Repubblica. Nel2008lasciòl’attivitàpoliticainSenato.Nel2009 scrisse, inevitabilmente insieme con Dario Fo, la sua autobiografia: “Una vita all’improvvisa”. Il 19 luglio del 2012 era stata colpita da un ictus, il 29 maggio del 2013 la scomparsa.


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