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Funerali fra lacrime e rabbia


HOTEL RIGOPIANO/IERI LE ESEQUIE DI SETTE DELLE 29 VITTIME DELLA VALANGA


PESCARA. Per le famiglie di sette delle 29 vittime di Rigopiano è giunto il giorno della condivisione del dolore, con i funerali svolti in contemporanea in diversi luoghi, ma in un unico ideale abbraccio. A dieci giorni esatti dalla valanga che ha travolto l’albergo di Farindola, Pescara ha tributato l’ultimo saluto a Roberto Del Rosso, 53 anni, proprietario dell’hotel. Nella chiesa di San Cetteo, in prima fila, la moglie Emira e i due figli di 8 e 15 anni. Tra i tanti volti noti il sindaco Marco Alessandrini e il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli. “Non pensavamo che Roberto - ha detto il sacerdote che ha officiato il rito - ci potesse lasciare in un modo così terribile, inaspettato, folgorante”. A Farindola, tanta gente si è stretta invece attorno alla famiglia di Marinella Colangeli, 30 anni, responsabile della Spa dell’hotel. “La nostra città è provata - sono state le parole di don Gaspard Ciey durante l’omelia -. Ci chiediamo che peccato abbiamo fatto e perché questo capita solo a noi”. Ad Archi (Chieti) una folla sterminata ha reso omaggio a Ilaria Di Biase, 22 anni. All’uscita del feretro sono stati liberati in aria palloncini rosa e bianchi. A Silvi (Teramo) sono arrivati due pullman da Valva (Salerno), la città di cui era originario Stefano Feniello, 28 anni, in vacanza all’Hotel Rigopiano assieme alla fidanzata Francesca Bronzi, sopravvissuta alla tragedia e presente per un ultimo saluto. A Castignano (Ascoli Piceno) commozione e applausi per altre due vittime: Marco Vagnarelli, 44 anni e Paola Tommassini, 46 anni. A Pioraco (Macerata) l’addio a Emanuele Bonifazi, 31 anni, receptionist dell’hotel. Nel frattempo proseguono le indagini della Procura di Pescara, coordinate dall’aggiunto Cristina Tedeschini che ha aperto un fascicolo contro ignoti per disastro colposo e omicidio plurimo colposo. Gli inquirenti hanno acquisito un sms che un operaio della Provincia di Pescara ha inviato ad un suo superiore due ore e mezza prima della valanga, per comunicare che c’erano “due turbine dell’Anas disponibili a Penne (Pescara)”. Il cantoniere aveva notato una turbina Anas ferma ai bordi della statale 81: da successivi riscontri sembra che l’operatore della turbina si sia fermato a prendere un caffè, dopo 8 ore di lavoro continuato, echealle19,34,dopol’allarmesull’hotelRigopiano, un altro operatore Anas sia stato allertato. Intanto, sulla base dei rilievi compiuti da inquirenti e soccorritori, è emerso che non una ma tante valanghe sono precipitate dai bordi del crinale verso valle, nella zona di Rigopiano, dove 70 uomini dei Vigili del fuoco sono ancora al lavoro per mettere in sicurezza la zona. Non si placano le polemiche, che registrano anche l’intervento di Matteo Renzi. “Che squallore - ha detto ieri l’ex premier dall’assemblea degli amministratori del Pd a Rimini - quando un minuto dopo la tragedia di Rigopiano si è cercato di gettare fango sulla Protezione civile e su volontari che salvavano vite”


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