G7: recessione e l’incognita Trump spaventano Emmanuel

Summit in salita: l’invito al ritorno di Putin non basta a Macron



PARIGI. Emmanuel Macron lo aveva immaginato come una consacrazione, e invece, il G7 di Biarritz si presenta tutto in salita e pieno di rischi: Brexit, nucleare iraniano, guerra com- merciale e un Donald Trump come sempre imprevedibile. Neppure l'intesa fra Macron e il presidente americano sul ritorno di Mosca fra i Grandi mette tutti d'accordo: contraria l'Ue, scettico persino Putin. A pesare come un macigno, però, è lo spettro di una nuova recessione mondiale in arrivo. Macron, che quasi due anni fa pronunciò alla Sorbona il suo discorso sull'Europa, è costretto dagli eventi a rimbalzare da un interlocutore all'altro - sol- tanto ieri Boris Johnson e il primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, oggi il ministro degli Esteri di Teheran Mohammad Javad Zarif - per non arrivare con troppi nodi irrisolti sulle spiagge di Biarritz. Aveva ambiziosamente voluto dedicare il suo vertice, dopo la rivolta dei gilet gialli, alla lotta contro le diseguaglianze, coinvolgendo fra l'altro molti grandi gruppi industriali in un'iniziativa per la "crescita inclusiva". Ma tutto rischia di essere oscurato da temi pesanti e pressanti. Fra questi, l'ospite più indesiderato è quella recessione che molti temono di nuovo in arrivo sull'economia mondiale dopo il rallentamento che si registra a livello mondiale da diversi mesi, in gran parte per l'escalation della tensione sul commercio fra Stati Uniti e Cina. L'incertezza dilaga, le grandi imprese rinviano gli investimenti, le famiglie preferiscono il risparmio al consumo. E la Germania, con il segno negativo (-0.1%) del Pil nel secondo trimestre dell'anno, è contagiata dal sentimento negativo sul futuro partito dal rallentamento dei consumi cinesi. A Biarritz, i 7 grandi - in misura minore del consesso ideale per questa discussione, che resta il G20 - affronteranno lo spinoso tema parlando nei vari tavoli di pratiche industriali sleali, sovvenzioni scorrette, organi del WTO da correggere e soprattutto aiuti all'industria. Mercoledì, Macron ha apertamente esortato a discutere del reimpiego del surplus di bilancio per sostenere l'economia, in particolare in Germania: "Si deve porre la questione, per i Paesi che ne hanno la capacità, dell'opportunità di un reimpiego del surplus di bilancio, un tema che si pone all'Europa, alla Francia, alla Germania e ad altri Paesi. È un interrogativo profondo". Altri ospiti ingombranti si annunciano nella tre giorni di Biarritz, il paradiso dei surfisti in cui i leader dei 7 Grandi dovranno imparare a restare in piedi sulla tavola nonostante le onde: dalla tensione crescen- te nel Golfo all'emergenza climatica, che coinvolge anche il mondo delle Ong e delle asso- ciazioni che partecipa al contro summit a cavallo del confine con la Spagna, fra Irun e Hen- daye, dalla crisi ad Hong Kong a quella del Kashmir, alla presenza del premier indiano Na- rendra Modi, invitato sulla costa basca. Il tutto condito dalla componente di instabilità e im- prevedibilità dell'impatto di Trump sul vertice, di una Angela Merkel indebolita dopo 14 anni di potere, Boris Johnson alle prese con il momento più spinoso della Brexit e Giuseppe Conte dimissionario. Neppure l'accordo della vigilia, fra Macron e Trump, per un rientro - condizionato - della Russia fra i Grandi e un ritorno alla formula G8 nel 2020 ha creato consenso. "I motivi che portarono all'esclusione di Mosca sono ancora validi", ha fatto sapere Bruxelles, definendo "controproducente" un rientro di Putin quando la questione ucraina non è stata risolta.

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