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GATTUSO già sotto esame



EUROPA LEAGUE/CONTRO IL BETIS, IL MILAN TENTA DI ATTUTIRE LA DELUSIONE DEL DERBY

CARNAGO (Varese). Rino Gattuso giura di aver sentito “più alta la pressione all’Ofi Creta o al Pisa”, fra problemi finanziari e crisi societarie, e liquida come “chiacchiere da bar” le voci su Roberto Donadoni, in cima alla lista dei possibili suoi sostituti. Ma il derby perso al 92' può aver aperto qualche crepa e la sua posizione al Milan è destinata a diventare più incerta in caso di nuovi passi falsi prima della sosta: una vittoria domani con il Betis ipotecherebbe i sedicesimi di Europa League, ed è vietato sbagliare con Sampdoria, Genoa e Udinese, per arrivare con più serenità al big match con la Juventus. “L’amarezza per il derby rimane ma si deve ripartire”, è il messaggio dell’allenatore rossonero, che già prima della sosta precedente si è trovato sulla graticola. “So che quando non arrivano i risultati sono in discussione - ha tagliato corto -. Con Leonardo e Maldini il giorno dopo le partite c’è sempre un confronto onesto: succede che non ci troviamo d’accordo ma c’è rispetto. Il resto sono chiacchiere da bar”. L’agente Giovanni Branchini ha smentito di aver cenato con Leonardo e Donadoni, e comunque Gattuso più che dai rumor sul rischio di esonero è “offeso” dalle accuse di aver affrontato l’Inter in maniera rinunciataria. “Ma è previsto almeno un tiro in porta per tempo da parte del Milan?”, ha ironizzato il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, commentando su Instagram l’apertura della vendita dei biglietti per la sfida con la Juve. “Non ho preparato il derby per lo 0-0, non ho messo due pullman davanti alla porta - è la difesa del tecnico -. La squadra mi è piaciuta a livello mentale, ci è mancato il coraggio di palleggiare contro la pressione, ma l’Inter non ci ha surclassato né ammazzato”. Sul banco degli imputati è finito anche Gianluigi Donnarumma. “Un po’ di panchina può fargli bene? Non sono d’accordo. Le scelte le faccio io, non vado dietro ai tifosi - ha chiarito Gattuso -. Il ragazzo è tranquillo, l’altro ieri è morta sua nonna, a 81 anni, quindi non ho avuto modo di parlargli. Deve lavorare con professionalità e non pensare a nulla. Poi vediamo cosa succederà”. Con il Betis giocherà Pepe Reina, come di consueto in coppa, assieme ad altri acquisti estivi poco utilizzati in campionato, da Bakayoko (“Il meglio di me arriverà”, ha promesso il francese) a Laxalt. “Le mie scelte hanno una logica”, si è giustificato l’allenatore, intenzionato a confermare nel tridente Higuain, quasi un fantasma domenica. “Per il 30% è colpa sua, per il 70% della squadra e mio - la spiegazione di Gattuso -. Si è innervosito dopo due movimenti in cui ha attaccato la profondità e non gli è arrivata la palla. Quando fa quei movimenti vuole essere premiato”.

IL BETIS - “Il Milan può essere un gigante ferito, ma ha un potenziale super. Quando perdi una par- tita importante come il derby, nella successiva vuoi dare tutto”. Quique Setien non si illude di affrontare una squadra in crisi oggi, quando a San Siro il ‘suò Betis Siviglia proverà a riscattarsi dopo due sconfitte di fila, sostenuto da 7 mila tifosi in trasferta. “Vuol dire che nella passata stagione abbiamo fatto qualcosa di importante, non pensavamo di trovarci qua”, ha detto soddisfatto l’allenatore degli spagnoli, che nella Liga sono a metà classifica con lo stesso ruolino di marcia del Milan, si stanno facendo notare per lo spettacolare possesso palla, in Europa League hanno pareggiato con l’Olympiacos e battuto 3-0 il Dudelange. “La sconfitta di domenica contro il Valladolid è stata frustrante, ma ai giocatori ho ricordato il nostro percorso, la vittoria della passata stagione al Bernabeu contro il Real. Possiamo perdere una, due, tre partite, ma abbiamo un piano che funziona e siamo migliori”, ha sottolineato Setien, che deve fare a meno di Javi Garcia, Joaquin e Guardado, ma recupera Tello.


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