Genish rassicura il top management: "I piani non cambiano"



TIM/LETTERA AI DIRIGENTI. OGGI CDA SULLE DELEGHE. CONTI VERSO LA PRESIDENZA

ROMA. Piani e strategie non cambiano e dal nuovo Consiglio di amministrazione arriverà sostegno. A poche ore dall'assemblea che ha stravolto gli assetti del Cda di Tim, segnando la vittoria del fondo Elliott su Vivendi, l'amministratore delegato Amos Genish rassicura il top management del gruppo. Parole di fiducia che già oggi, in occasione del Cda sulle deleghe, avranno un loro banco di prova. Una riunione che dovrebbe confermare lo stesso Genish alla guida, nominare Fulvio Conti presidente e affrontare (o cominciare ad affrontare) i nodi più delicati, come quelli sulla sicurezza e Sparkle. "Il voto espresso dall'assemblea degli azionisti venerdì scorso ci ha dato un nuovo Cda, ma non ha mutato il cammino che abbiamo intrapreso insieme - si legge nella missiva di Genish - Abbiamo ancora molta strada da percorrere e sono contento di poterla fare con ognuno di voi. Proseguiamo il cammino iniziato insieme con rinnovato impegno a lungo termine e motivazione per trasformare Tim". L'azienda - prosegue l'a.d. - è "sulla strada giusta, con il team migliore e abbiamo il pieno sostegno degli azionisti. Ho ricevuto numerose telefonate dal top management sia di Elliott sia di Vivendi, per ribadire il loro sostegno a tutta la squadra di vertice di Tim e al nostro piano. Lo stesso sostegno lo abbiamo ricevuto anche da tutti gli altri nostri principali azionisti" e "mi aspetto che il nuovo Consiglio farà lo stesso".

Del resto - conclude Genish - "la visione DigiTIM e il piano industriale che abbiamo iniziato a implementare a marzo sono stati ampiamente analizzati dai nostri azionisti nelle scorse settimane e hanno ricevuto grande apprezzamento pubblico da parte di tutti". Nuovo consiglio che, come detto, si riunirà oggi per la prima volta. Dopo gli apprezzamenti bipartisan le deleghe operative dovrebbero essere confermate nelle mani dello stesso Genish e, come ci si attende, Conti dovrebbe essere investito del ruolo di presidente, privo di deleghe, così da poter sostenere in completa indipendenza il confronto con il nuovo governo, con il quale Tim dovrà fare i conti su almeno 2 grandi temi: la golden power, a proposito della quale sarà difficile evitare la sanzione che pende su Vivendi per mancata comunicazione del controllo del gruppo; e quello del confronto con il competitor Open Fiber nella banda larga, società in cui Cassa Depositi e Prestiti (quasi 5% in Tim) detiene il 50%.


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