Gentiloni lancia la campagna per l’Ema a Milano



MILANO. Convincere l’Europa a trasferire a Milano la sede dell’Ema, l’agenzia europea del farmaco che con la Brexit dovrà lasciare Londra, è una partita che l’Italia intende “giocare per vincere”: il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, ha usato una metafora calcistica per spiegare che questa è una grande “opportunità” per l’Italia ma anche “per l’Europa”.

Per il Paese, che vede al rialzo la percentuale di crescita (ben più di Francia, Germania e della media dell’Eurozona), infatti, battere candidate agguerrite come Amsterdam, Copenhagen o Parigi sarebbe un’ulteriore iniezione di fiducia. Per l’Eu- ropa, scegliere Milano, evitando “strani criteri di riequilibrio geopolitico” (copyright Gentiloni) sarebbe un’opportunità per i vantaggi che offre: dai collegamenti aerei grazie ai tre aeroporti, alla sede che mette a disposizione, ovvero il grattacielo Pi- relli, capolavoro di Gio’ Ponti, che ora ospita il Consiglio regionale della Lombardia e che permetterebbe all’agenzia, anche in fase di trasloco, di essere sempre funzionante. E così la presenta- zione ieri a Milano che precede quella del dossier definitivo (presentato all’Unione Europea il 31 luglio), ha detto, è stata “un po’ un calcio d’inizio: ce la giochiamo per vincere, non per partecipare, e ci sono le condizioni per farlo”.

Con a fianco il presidente della Lombardia, Roberto Maroni, il delegato per la candidatura Enzo Moavero e il sindaco Giuseppe Sala (che lo ha invitato a “battersi come un leone”), tutti presenti “a fare squadra” al di là del colore politico, Gentiloni ha sottolineato che “questa è una partita che l’Italia fa bene a giocarsi fino in fondo”.

Il fatto che l’Fmi abbia rivisto al rialzo i dati sulla crescita del Paese (dallo 0,8% all’1,3%), è una conferma dei “segni di ripresa che ci sono a livello nazionale” e la conseguenza positiva è che si “può avere una legge di bilancio e un abbassa- mento del debito più significativi e importanti”del previsto. Bisogna però restare con i piedi per terra, ha avvisato, alla fine di un tour fra alcune aziende brianzole innovative: “Se qualcuno si illude che queste macro cifre producano immediatamente conseguenze sul terreno del lavoro, su quello sociale, sulla condizione delle famiglie e sul credi- to sul territorio fa bene a toglierselo dalla testa, soprattutto nel Governo, perché quelle cifre sono la premessa, non sono il risultato”. Detto questo, il governo intende “accompagnare questo percorso” e “non deprimerlo con misure che sarebbero negative” e se possibile anche “incoraggiarlo” con buone notizie con decisioni e notizie importante e “una di queste nei prossimi mesi potrebbe essere l’Ema”. Il responso della Ue è atteso per novembre.


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