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Gentiloni: pista Isis attendibile



ROMA. L'Italia "non dimenticherà" le sue vittime della strage jihadista di Dacca e "non darà tregua" all'Isis, la cui rivendicazione è considerata "attendibile". A circa una settimana dall'attentato all'Holey Artisan Bakery, costato la vita a 22 persone, inclusi 9 italiani, il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni ha riferito alle Camere (per la verità poco affollate), che con un lungo applauso hanno omaggiato i nostri connazionali, elencati uno per uno.

In Bangladesh "abbiamo perso nove italiani accomunati da spirito d'iniziati- va, creatività, generosità", ha sottolineato Gentiloni, ricordando che erano là per lavorare, nonostante la "crescente instabilità del Paese", colpito da una recente ondata di attentati. E sono morti dopo una "lunga notte di orrore ed agonia", ha aggiunto, riferendosi agli esiti dell'autopsia che ha confermato le torture e le mutilazioni. "Quando uccidono nove connazionali, l'Italia risponde unita", ha assicurato quindi il titolare della Farnesina, e il "Daesh, soprattutto dopo questa strage, non avrà tregua da parte nostra".

Proprio l'Isis, secondo l'Italia, resta l'indiziato principale dell'attentato di Dacca, anche se le autorità bengalesi puntano sul terrorismo interno. Gentilo- ni ha spiegato che "le prime nostre va- lutazioni, condivise con la diplomazia e l'intelligence del Giappone (che ha per- so 7 persone) e di altri Paesi con una presenza storica in Bangladesh, ci portano a ritenere attendibili le rivendicazioni del Daesh apparse in alcuni siti del sedicente Stato Islamico".

La nostra intelligence è dello stesso avviso, come è emerso dall'audizione al Copasir del direttore generale del Dis Alessandro Pansa.

In quest'ottica è stata avviata un'analisi per ridefinire le situazioni di allerta all'estero, a partire dai Paesi con "una presenza forte o comunque preoccupan- te di tipo islamista", ha riferito il presi- dente del Comitato di controllo dei servizi Giacomo Stucchi, aggiungendo che si valuta un innalzamento dei presidi e della presenza di 007 in alcune zone. La lotta all'Isis e al terrorismo fondamenta-lista è del resto una "minaccia globale" e necessita di una "risposta globale", ha rilevato Gentiloni, auspicando che i diversi attori facciano la loro parte, a partire dai Paesi a maggioranza musul- mana, "il principale bersaglio del terrorismo", e dalle comunità nei Paesi occi- dentali, compresa l'Italia: "impegnatevi a viso aperto unitariamente contro que- sti terroristi che abusano della vostra religione deturpandola", è stato l'appel- lo di Gentiloni. A questo proposito, dai banchi dell'opposizione è stato rilevato il "silenzio" dei musulmani in Italia dopo Dacca. Lo stesso presidente del Copasir Stucchi ha affermato che "non c'è, o al- meno non ho visto, nessuna presa di posizione forte e unitaria tra le comunità musulmane che condanni quanto è suc- cesso". Sul fronte delle indagini in Ban- gladesh, prosegue la caccia alla mente della strage degli stranieri. Si è appreso che uno dei terroristi parlò per telefono con una persona durante l'attacco "per informarlo delle uccisioni". Si lavora per capire se l'interlocutore si trovasse in Bangladesh o all'estero. C'è preoccupazione anche per altri pos- sibili terroristi in libertà che potrebbero colpire ancora. Decine di ragazzi, oltre ai 5 dell'Artisan Bakery, sono scomparsi da tempo e si sospetta possano essersi uniti a gruppi fondamentalisti locali. Proprio ieri, nel centro del Paese, c'è stato un altro attentato durante una preghiera di fine Ramadan, con almeno 4 morti e 12 feriti.


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