Giallo sulla tragedia aerea

USA-IRAN/BOEING UCRAINO PRECIPITA A TEHERAN: 176 MORTI. IPOTESI MISSILE

di Cristoforo Spinella


ISTANBUL. Una caduta improvvisa e finora inspiegabile dal cielo sopra Teheran, una manciata di ore dopo la raffica di missili sparata dai Pasdaran verso le vicine basi Usa in Iraq.

Due minuti appena dopo il decollo dall’aeroporto internazionale Imam Khomeini verso Kiev, un Boeing 737-800 della compagnia Ukraine International Airlines è precipitato schiantandosi nelle campagne intorno alla capitale iraniana. Non c’è nessun sopravvissuto tra le 176 persone che si trovavano bordo, compresi 3 piloti e 6 assistenti di volo. Le vittime sono in gran parte iraniane e canadesi. L’incidente si è subito tinto di giallo, spingendo molte compagnie a cambiare rotta ai propri voli, evitando uno spazio aereo considerato ad alto rischio per i venti di guerra. Ad alimentare i sospetti è anche l’annuncio delle autorità della Repubblica islamica di non voler consegnare alla Boeing né agli Usa le due scatole nere recuperate tra i detriti, a una decina di chilometri dallo scalo. Secondo una prima ricostruzione dei responsabili dell’aviazione iraniana, si sarebbe trattato di un problema tecnico e non sarebbe stata inviata alcuna richiesta d’aiuto. Teheran esclude le ipotesi di “terrorismo” o l’impatto con un missile. Un nuovo drammatico incidente mortale per la Boeing, dopo lo schianto di due 737 Max jet in meno di cinque mesi in Indonesia ed Etiopia. Ma i dubbi degli esperti sono forti, sia per la dinamica che per le condizioni del velivolo. Stando ai dati delle piattaforme specializzate, il jet era atterrato e ripartito martedì da Malpensa, dove aveva passato senza problemi i controllo di routine. Secondo il presidente della compagnia, Evgeny Dykhne, “l’aereo era in buone condizioni, uno dei migliori”, costruito nel 2016 e completamente revisionato appena due giorni prima. “Garantiamo la qualità di tutti i nostri aeromobili e le elevate qualifiche di tutti gli equipaggi”, ha sottolineato il responsabile dell’aviolinea, escludendo l’errore umano. Attivo dal 1992, il vettore ucraino non aveva fatto registrare finora incidenti di rilievo. I dati forniti dai siti specializzati indicano poi un decollo regolare e un’ascesa fino a 2.400 metri, prima dell’improvvisa perdita di quota. Le condizioni atmosferiche e di visibilità erano buone. Resta poi avvolto nel mistero un comunicato dell’ambasciata di Kiev a Teheran, che a caldo ha parlato di un incendio al motore, salvo poi fare marcia indietro rinviando a indagini più accurate. Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente ucraino Volodimir Zelensky, che ha chiesto di evitare “speculazioni o teorie non comprovate sulla catastrofe”. Secondo le autorità di Kiev, a bordo del volo PS752, decollato alle 6.12 ora di Teheran, c’erano 82 iraniani e 63 canadesi, oltre a 11 ucraini, 10 svedesi, 4 afghani, 3 britannici e 3 tedeschi. Per Teheran, le vittime iraniane sono invece 147: probabilmente passeggeri con doppia nazionalità che la Repubblica islamica non riconosce. La tratta era spesso usata dai canadesi come collegamento in vista di un successivo volo da Kiev a Toronto.

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