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Giovani, ma senza paur



NAZIONALE/Mancini forgia la nuova Italia Domani l’amichevole con l’Arabia Saudita

FIRENZE. Propositiva, offensiva, corta, compatta: così vuole essere la nuova Italia griffata Roberto Mancini. Un’Italia che punta ad avere sempre il pallino del gioco e il pallone tra i piedi, abile e costante nel pressing, in grado di attaccare e portarsi nell’area di rigore avversaria con almeno cinque giocatori, il tre del tridente più i due esterni o in alternativa un centrocampista. E’ su questo tasto che il neo ct ha battuto prevalentemente in questi primi giorni di ritiro a Coverciano aspettando la partita che segnerà il suo esordio sulla panchina azzurra, l’amichevole di domani a San Gallo, in Svizzera, contro l’Arabia Saudita, avversario mai affrontato prima d’ora dalla nostra Nazionale. Come ha detto l’ex allenatore dello Zenit nel suo intervento inaugurale giovedì scorso, serviranno tempo e pazienza (e ovviamente fiducia, che Mancini mostra di avere in abbondanza) per rilanciare questa Italia reduce dalla mancata qualificazione ai Mondiali. Anche perché il gruppo si sta sempre più rinnovando e soprattutto ringiovanendo, l’età media degli attuali 26 convocati per questo primo raduno è di 24,8 anni e i giocatori nati prima degli anni Novanta sono appena cinque: Criscito (classe ’86), Sirigu e Bonucci (’87), D’Ambrosio (’88), Bonaventura (’89). Tutti gli altri, dal classe ’90 Mario Balotelli che Baselli ha definito ‘’un simpaticone’’(‘’Ha meritato la convocazione e porta allegria nello spogliatoio’’, ha aggiunto il giocatore granata) al classe ’99 Donnarumma (il più giovane), il resto del gruppo oscilla tra i 21 anni ancora da compiere di Chiesa e Mandragora ai 22 (a breve) di Pellegrini fino ai 23 di Romagnoli e Cristante e ai 24 di Berardi e Ru- gani per citare i più giovani. ‘’Dopo la mancata qualificazione ai Mondiali, la priorità è cercare di aprire per la Nazionale un nuovo ciclo, servirà tempo, ma già questo ritiro con tanti giovani può dare la svolta - afferma Baselli, uno dei debuttanti azzurri, 26 anni compiuti a marzo - “Cercheremo di sfruttare questo ritiro per conoscerci e metterci in mostra, soprattutto per fare un buon debutto. Cercheremo tutti di mettere in difficoltà il ct. E se è vero che molti di noi non hanno ancora l’esperienza per sfidare le nazionali big, è altrettanto vero che se non le affronteremo mai non potremo mai capire se siamo pronti per certe sfide. personalmente aspettavo questa chiamata da tanto, è il sogno di bambino che finalmente si avvera’’. Sul suo futuro, nessun dubbio: “Con Mazzarri il Torino può fare il salto, c’è rammarico per la stagione appena conclusa, ci è mancata continuità ma sono convinto che l’anno prossimo la stagione sarà migliore”, ha concluso il giocatore granata sotto contratto fino al 2022. Insomma giovani, ambiziosi ma anche decisi e senza paura. ‘’L’obiettivo principale adesso è far ritrovare l’entusiasmo agli italiani e ottenere risultati - ha aggiunto Rolando Mandragora - Noi giovani possiamo dare un contributo anche con la nostra spensieratezza.Abbiamo davanti un grande occasione e faremo di tutto per sfruttarla, peraltro qui c’è un bel clima. Dipendesse da noi non faremmo aspettare la gente per far rinascere l’Italia ma per un processo di crescita è naturale che occorra del tempo’’. “Ho pianto per la retrocessione del Crotone, perché non lo meritavano la squadra, la società, la città, i tifosi. E’ stata un’esperienza che mi ha fatto crescere, mi ha dato continuità e non potrò che ringraziare quel club”, ha detto Mandragora. “Il mio futuro è ancora da decidere - ha proseguito il giocatore di proprietà della Ju- ventus - valuterò insieme alla società per cercare di capire cosa fare per continuare il mio percorso di crescita”. Una decisione però Mandragora sembra averla presa: “Il campionato italiano è ancora tra i più belli e competitivi, ci permette di confrontarci con grandi campioni e di maturare anche pensando alle convocazioni in azzurro. Questo raduno è un’occasione importante, che va sfruttata nel migliore dei modi”.


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