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Gita fuori porta per 11 mln



PASQUETTA/GLI ITALIANI HANNO RISPETTATO LA TRADIZIONE, COMPLICE IL SOLE

ROMA. I picnic a base di salumi e uova sode, le colazioni al sacco con gli avanzi del pranzo di Pasqua, i primi assaggi di mare sulla riviera romagnola, in Versilia o a Lignano Sabbiadoro, i selfie romantici tra i tulipani di Cornaredo, rigorosamente olandesi, le ultime sciate. Ma anche le code alla Reggia di Caserta, il pienone a Chieti per il Guerriero di Capestrano, i pellegrinaggi tra il set naturale dei sassi di Matera. E a fare da contraltare, dal tardo pomeriggio, il traffico del rientro in città. Complici il sole e il clima finalmente primaverile, 11 milioni di italiani - stando alle stime di Coldiretti - hanno onorato la tradizione della gita fuori porta a Pasquetta, con 350 mila persone che hanno scelto l’agriturismo, e in migliaia hanno dedicato la giornata all’arte, grazie ai tanti musei statali aperti, anche se non più gratis come a Pasqua, giornata da boom di ingressi con Colosseo (32.878 ingressi) e Pompei (19.608) superstar. Non è mancata, tuttavia, qualche brutta sorpresa: se il parco delle Cinque Terre è stato preso d’assalto, costringendo a limitare gli afflussi al percorso tra Monterosso e Vernazza, a Mantova i turisti hanno trovato sprangato il portone di Palazzo Ducale per il numero insufficiente di custodi disponibili a rinunciare al giorno di riposo. “Vergognoso e inaccettabile”, ha scritto su Facebook il vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, mentre i sindacati hanno accusato il direttore del Ducale, Peter Assmann, di non aver programmato in tempo i turni di lavoro. Senza disponibilità volontarie non si può aprire, è stata la replica di Assmann. Fin dalla mattina, centinaia di turisti si sono messi in fila per entrare alla Reggia di Caserta (affollata a Pasqua da oltre 11 mila 200 visitatori) o hanno conciliato la passeggiata all’aria aperta con una visita ai castelli trentini, Castel Thun, Castel Beseno, Castel Stenico e Castel Caldes, visitabili nel lunedì dell’Angelo come il Muse di Trento. A Torino 35 mila presenze nel week end alla Reggia di Venaria e 23.500 al Museo Egizio. A Firenze tutti in coda agli Uffizi e alla Galleria dell’Accademia, ma anche per entrare nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore, salire sulla cupola e al museo dell’Opera del Duomo. Strade affollate anche a Pisa e Siena. Pienone in Emilia Romagna a Bologna, Parma, Ferrara, Modena; file ordinate a Venezia nei musei civici, a Palazzo Ducale e al Museo Correr, mentre calli e pontili hanno fatto i conti con l’assalto dei turisti in fila per i vaporetti. Folla a Gradara, appena eletta Borgo dei borghi 2018, alla Rocca, teatro del tragico amore di Paolo e Francesca reso immortale da Dante. Se a Chieti a centinaia di sono riversati a villa Frigerj per ammirare il simbolo dell’Abruzzo, il Guerriero di Capestrano, al quale rese omaggio al G8 del 2009 anche il presidente Usa Barack Obama, il fascino di Matera, capitale europea della cultura 2019, ha spinto decine di visitatori a scattare foto e selfie a Murgia Timone e a via Muro, nei luoghi dove Mel Gibson ha girato ‘The Passion’. Appeal intatto anche per i Bronzi di Riace: tra Pasqua e Pasquetta cinquemila visitatori sono entrati nel Museo archeologico di Reggio Calabria; numerosi anche i turisti che hanno scelto di fare una gita a Gerace, che ospita la più grande basilica del territorio calabrese. A chiusura del ponte, l’intenso traffico di rientro, che ha raggiunto anche code di 10 chilometri su alcuni tratti autostradali. Tre le situazioni più critiche, il nodo di Roma Nord, ma anche l’A22 del Brennero in Trentino Alto Adige. Numerosi i tratti, in particolare su A1 e A14, sui quali sono stati segnalati rallentamenti e code.


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