Gli artefici del nanomondo


IL NOBEL AL FRANCESE SAUVAGE, AL BRITANNICO STODDART E ALL’ OLANDESE FERINGA




ROMA. Due molecole a forma di anello tenute insieme da una catena, un anello molecolare che ruota intorno a un minuscolo asse e una sorta di rotore che gira continuamente nella stessa direzione: sono queste le più piccole macchine in assoluto mai costruite, realizzate da quei veri e propri ‘meccanici’ dell’infinitamente piccolo premiati con il Nobel per la Chimica 2016. Il riconoscimento è andato al francese Jean-Pierre Sauvage dell’Università di Stra- sburgo, al britannico Sir Fraser Stoddart, ora nell’americana Northwestern University, e all’olandese Bernard L. Feringa, dell’Università di Groningen. Con loro, però, ha collaborato per decenni il chimico italiano Vincenzo Balzani, grande‘dimenticato’diquestoNobel. “Inizialmente mi son stupito di non essere stato inserito nei nomi, ma va bene così” ha dichiarato il ricercatore, professore emerito nell’Università di Bologna.. Grazie alle ricerche premiate oggi “siamo all’alba di una nuova rivoluzione che ci porterà a fare un gigantesco passo in avanti”, scrive l’Accademia svedese delle Scienze. Il merito è quello di avere aperto la strada alla miniaturizzazione, che promette di avere una portata rivoluzionaria in un campo come l’informatica. Energia e biologia sono le altre discipline che, secondo gli esperti, potrebbero avere i benefici maggiori dalla possibilità di controllare motori minuscoli, delle dimensioni di millesimi di millimetro. L’arrivo di macchine del genere era stato previsto negli anni ’50 dal Nobel Richard Feynman: era sicuro che entro una trentina di anni gli uomini sarebbero riusciti a costruirle, imitando i meccanismi molecolari esistenti in natura, ad esempio quelli che fanno funzionare i muscoli. Che Feynmann non fosse un visionario lo di- mostrano gli esperimenti condotti da lì a qualche anno in numerosi laboratori e che consistevano nell’assemblare catene di molecole. E’ stato Sauvage, nel 1983, a costruire la prima vera e propria macchina in miniatura, formata da due molecole a forma di anello collegate fra loro come gli anelli di una catena. Otto anni più tardi è stata la volta dell’anello molecolare costruito da Stoddart e nel 1999 Feringa ha costruito il primo motore molecolare. Sebbene molti siano convinti che le applicazioni di que- ste ricerche siano ancora lontane, indubbiamente la dimostrazione che è possibile costruire dispositivi minuscoli, aprendo per la prima volta la strada verso il nano- mondo.


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