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Gli attacchi iniziati con Mogherini


FARNESINA/LE INCURSIONI HACKER SCOPERTE A LUGLIO 2015


ROMA. L'attacco hacker alla Farnesina è cominciato nella primavera del 2014, quando a capo del dicastero era Federica Mogherini. È l'ultimo tassello del complicato puzzle sulle attività di spionaggio ai danni del ministero degli Esteri emerso da fonti vicine agli inquirenti romani. L'apertura di un fascicolo da parte della procura di Roma, in seguito ad una segnalazione del Centro nazionale anticrimine informatico della polizia postale, è quindi di molto antecedente la diffusione delle notizie sul cyber attacco di questi giorni e risale al luglio del 2015. Informazione questa in parte confermata anche dal ministro degli Esteri Angelino Alfano che, qualche giorno fa, ha rivelato di essere venuto a conoscenza della vicenda quando era ministro degli Interni del precedente governo. Intanto, nonostante continuino indiscrezioni di stampa che le incursioni informatiche contro la Farnesina siano state manovrate da Mosca, la procura prosegue le indagini contro ignoti e il capo della diplomazia italiana invita alla cau- tela. Per prima cosa la magistratura deve capire chi è il responsabile dell'attacco informatico al ministero degli Esteri e "soltanto dopo" il governo valuterà il da farsi, è stato l'invito di Alfano. Al momento "è impossibile, oltre che inutile, attribuire responsabilità", ha sottolineato il ministro. I reati di cui sono accusati gli hacker sono procacciamento di notizie concernenti la sicurezza dello Stato, accesso abusivo a sistema informatico aggravato, intercettazioneillecita di comunicazioni informatiche e spionaggio politico e militare. Tuttavia, si va sottolineando da giorni, nessun dato sensibile o 'secretato’ è stato trafugato e la parte criptata del sistema della Farnesina non è stata violata. Oltretutto sin dal primo attacco la rete di sicurezza è stata rafforzata. Ma la paura di subire nuovi cyber attacchi si va dif- fondendo in Europa, soprattutto in quei Paesi dove nei prossimi mesi si svolgeranno delle elezioni cruciali. Secondo il Telegraph, negli ultimi giorni i servizi di Francia, Germania e Olanda avrebbero stretto un accordo di condivisione delle informazioni in vista degli appuntamenti elettorali. Il timore dell'intelligence, scrive il quotidiano britannico, non è tanto che gli hacker intendano manipolare l'opinione pubblica quanto di confonderla. E sul mandante dello spionaggio gli 007 francesi, tedeschi e olandesi non avrebbero alcun dubbio: la Russia di Vladimir Putin.


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