Gli eroi tornano in Patria



LISBONA. Una nazione, e in particolare una capitale, letteralmente impazzita di gioia. Succede in queste ore in Portogallo (e non solo, visto che hanno fatto festa anche a Capo Verde) dove si celebra il ritorno a casa degli eroi di Euro 2016. Sono i conquistatori di quel titolo continentale che regala alla nazione rossoverde il primo trionfo, merita- to per quanto questa storia calcistica ha di- mostrato nel corso dei decenni. E poi questo Portogallo del 2016 ha vinto anche senza Cristiano Ronaldo, che adesso dice “è il più bel giorno della mia vita” ma domenica è stato costretto a uscire dopo 28 minuti per le conseguenze del brutto fallo commesso su di lui da quel Payet che l’Uefa ha proclamato miglior giocatore del torneo disputato in terra francese.

I portoghesi non se la sono presa solo perché troppo impegnati a festeggiare. Le celebrazioni sono cominciate non appena l’aereo che riportava in patria la Selecao è atterrato, scortato da due caccia militari, al- l’aeroporto Humberto Delgado. Sulla scaletta sono comparsi Cristiano Ronaldo e il ct Fernando Santos con la Coppa in mano e subito è cominciata la grande festa. I neo- campioni d’Europa sono stati fatti salire su

un bus a due piani scoperto, rosso e verde e con la scritta “Campeoes”, e hanno cominciato la loro trionfale passerella nelle strade di Lisbona, tra due ali di folla che ha tributato loro il meritato trionfo, mentre i giocatori, a loro volta impazziti per la felicità saltavano e gridavano “siamo i campioni”.

Particolarmente felice è apparso Cristiano Ronaldo, che ha finalmente coronato il sogno di vincere qualcosa con la sua nazionale e che ha rivolto più volte gesti di saluto e ringraziamento alla folla.

I giocatori e lo staff sono poi arrivati al Palazzo di Belem dove i neo-campioni sono stati ricevuti dal Presidente della Repubblica Marcelo Rebelo de Sousa, che conferirà loro (“ma tra qualche giorno”, ha precisato un portavoce presidenziale) un’onorificenza che equivale al titolo italiano di commendatore. Il Presidente, che prima dell’inizio dell’Europeo aveva previsto la vittoria e ora viene quindi acclamato per le sue dote divinatorie, ha posato con la Coppa e tra i calciatori, rivolto loro i ringraziamenti di rito e poi ha detto che “la differenza tra ieri e oggi è che adesso, grazie a voi, abbiamo molte ragioni in più per credere nel Portogallo. Vi siete ricordati di fare qualcosa per cui tutti

oggi si sentono orgogliosi di essere portoghesi”. “Ora è provato - ha aggiunto il Presidente del Portogallo - che non è stata una vittoria della buona sorte o del caso, perché voi non siete stati una squadra banale: eravate e siete i migliori d’Europa. E’ lo spirito collettivo che vi ha dato la vittoria. Vi avevo chiesto (prima dell’inizio del torneo n.d.r.) che vi ricordaste dei tanti portoghesi che vivono qui e all’estero, e voi lo avete fatto, ve ne siete ricordati sempre, ogni minuto e in tutte le partite fino al successo in finale”.

Qualcuno durante questo discorso si è anche commosso.

Ora la festa continua in tutto il paese, mentre il bus della Selecao si è diretto verso la stazione di Alameda dove a attenderlo, e acclamarlo, c’erano decine di migliaia di persone.

E’ festa grande anche dalle parti dello Stadio da Luz, dove c’è la statua di Eusebio, un eroe di ieri che con la nazionale non è riuscito a vincere ma che rimane nei cuori di tutti: non a caso nel momento della gioia e della festa, qualcuno ha lasciato dei fiori accanto a ciò che ricorderà per sempre la Pantera Nera, che della nazionale è stato anche dirigente.


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