Goccia di sangue non mente


NUOVA TECNICA RISOLVE OMICIDIO DI 18 ANNI FA: TRACCE SU SCARPA INCHIODANO IL COLPEVOLE


BOLOGNA. Una goccia di sangue sugli stivaletti della vittima e un filmino amatoriale di un battesimo, una ventina di giorni prima del delitto. Sono state queste, insieme a una nuova tecnica per ricreare ambienti in 3D, le chiavi per risolvere un omicidio di oltre 18 anni fa.

La sera del 5 dicembre 1999 Valeriano Poli, buttafuori 34enne, fu assassinato vicino a casa, in via della Foscherara a Bologna, con cinque colpi di pistola. Ora il presunto killer ha un nome: Stefano Monti, 59 anni. Il movente, per gli investigatori, fu una vendetta per un episodio di nove mesi prima. Fuori da una discoteca ci fu una lite e Poli 'pestò' Monti, davanti ad altri.

Offesa che solo il sangue avrebbe potuto lavare, secondo il Gip Gianluca Petragnani Gelosi che ha emesso un'ordinanza di custodia in carcere eseguita dalla squadra mobile, coordinata dal pm Roberto Ceroni. Monti, "un bussatore" per chi lo conosceva, "uno che si faceva rispettare", e "una mina vagante" per il Gip, all'epoca fu indagato e archiviato per debolezza degli indizi.

Grazie ai nuovi elementi l'inchiesta è stata riaperta e ha composto a suo carico "un quadro preciso e puntuale", ha detto il procuratore Giuseppe Amato, che ha parlato anche di un "contesto di omertà" che ha accompagnato gli investigatori: una persona è infatti indagata per

favoreggiamento per aver dato un "aiuto consapevole nell'eludere l'investigazione".

Lo scenario ricostruito ha portato a contestare a Monti la premeditazione: nel periodo che ha preceduto la sua morte, Poli era preoccupato. Aveva ricevuto minacce, spilloni funebri, bossoli: "Ho i giorni contati", confidò a chi gli era vicino. Qualcuno gli aveva detto che aveva picchiato la persona sbagliata. I bossoli erano compatibili con la pistola ritrovata nei pressi e con cui lo stesso killer si sarebbe 'addestrato', prima di appostarsi vicino a casa. Qui, dopo una colluttazione, gli avrebbe sparato. Un testimone vide un uomo fuggire su scooter bianco.

L'indagato ne aveva uno simile, altro punto per l'accusa. Nello scontro Monti avrebbe perso sangue, finito sulle scarpe di Poli. Il primo riscontro lo si ebbe col Dna del figlio. Quindi, col trucco di un alcol test, fu prelevato anche al padre e a luglio ci fu l'esame che ne stabilì la riferibilità certa. Restava il problema della datazione ed è qui che entra in campo 'il teatro virtuale', tecnica della Scientifica che, grazie a un modello in 3D ha rielaborato il video che riprendeva Poli a un battesimo il 21 novembre, con le stesse scarpe, dimostrando che la macchia ancora non c'era: evitando che si possa obiettare che era sangue del pestaggio da cui partì tutto.

La deduzione conseguente è stata che la traccia è della sera dell'assassinio. Negli ultimi mesi l'atteggiamento di Monti era cambiato: dopo la notizia della riapertura dell'indagine evitava le telefonate, limitava i contatti. Quando la polizia si è presentata da lui, ha reagito con indifferenza .


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA