Golden State di nuovo campione. Dubbi sul futuro di LeBron James



NEWYORK. Stavolta non c’è stata storia: i Golden State Warriors non hanno abbassato la guardia e hanno chiuso il discorso delle Finali Nba contro i Cleveland Cavaliers già in gara-4 vinta per 108- 85 e conquistando il sesto titolo della loro storia, il terzo negli ultimi quattro anni, il secondo consecutivo.

Un successo che porta la firma di Stephen Curry, che con i suoi 37 punti non è però riuscito a vincere il primo titolo di MVP delle Finals della sua carriera, andato invece di nuovo a Kevin Durant. KD è sembrato piuttosto imbarazzato nel ricevere il premio, andando quasi a “scu- sarsi” con Curry dopo l’intervista di rito sul palco.

Si conclude così la stagione dei Cavs, e probabilmente la carriera di LeBron James in Ohio: il ‘Re’ ha chiuso con 23 punti, 7 rimbalzi e 8 assist ma anche 6 palle perse e 7/13 dal campo in poco più di 40 minuti di gioco, senza trovare mai ritmo in attacco e, come al solito, senza troppo aiuto dai suoi compagni. I Cavs hanno probabilmente superato i loro limiti arrivando a una finale che senza James non avrebbero mai neanche potuto immaginare (avevano chiuso la regular season della Eastern Conference al quarto posto e nei playoff hanno battuto Boston in gara-7 in trasferta) davanti a una squadra come Golden State hanno palesato le loro difficoltà.

I Warriors si sono meritatamente confermati come la squadra più forte della Nba e dal prossimo anno partirà ancora con un vantaggio consistente nei confronti delle altre 29 avversarie.

“Il mio futuro? In questo momento non ne ho idea - ha detto James - Sceglierò insieme alla mia famiglia, come ho sempre fatto, tenendo in considerazione anche le esigenze dei miei figli.

Ci sederemo attorno a un tavolo e considerò qualsiasi aspetto Quello che posso dire è che sento di poter dare ancora tantissimo a questo gioco, voglio vincere ancora e sento di poterlo fare, esserci già riuscito in passato non fa che aumentare la mia fame di vittorie.

Quest’anno penso di averlo dimostrato: finché gioco voglio sempre puntare al titolo Sono tornato nel 2014 - ha aggiunto LeBron - perché sentivo di dover portare a termine un lavoro. Far parte di quella squadra che due anni fa è riuscita a vincere e vincere nel modo in cui lo abbiamo fatto - è qualcosa che ricorderò per sempre. Ce lo ricorderemo tutti. Il nostro trionfo ha messo fine a un’attesa durata 50 e più anni a Cleveland, per cui verrà ricordata nella storia dello sport”.

La stella dei Cleveland Cavs ha poi rivelato di essersi infortunato dopo gara- 1 tirando un pugno a una lavagnetta per frustrazione, giocando le restanti partite della serie “sostanzialmente con una mano rotta”.


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