• Redazione

Governatori del Nord in rivolta

GOVERNO/L’AUTONOMIA PENSATA DALLA LEGA ORA SEMBRA VACILLARE

di Domenica Palesse


ROMA. Era stato uno dei cavalli di battaglia del precedente esecutivo e del suo vicepremier Matteo Salvini. Ma ora, con il governo giallorosso insediato, la questione Autonomia come progettata dalla Lega sembra vacillare, mentre i governatori del Nord si dicono pronti a dare battaglia. In testa il presidente della regione Friuli Venezia Giulia, il leghista Massimiliano Fedriga, che si è visto impugnare dal consiglio dei ministri, il primo a guida M5S-Pd, una legge regionale che aveva tra gli articoli anche disposizioni in materia di immigrazione. Un provvedimento definito dallo stesso governatore “un feroce attacco all’Autonomia”. “Gli articoli ritenuti eccedenti le competenze statutarie, riconosciute alla Regione Fvg dallo stesso statuto speciale, erano almeno otto, e non solo l’articolo sul tema immigrazione - la replica del ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia -. Era quindi abbastanza evidente che l’intera legge aveva chiari problemi di legittimità costituzionale. L’ossessione sui migranti porta Fedriga a strumentalizzare questa decisione. Lo stesso presidente, scrivendo al ministero lo scorso 5 settembre, ammetteva l’incongruenza della legge impegnandosi a modificarla per almeno due disposizioni, quelle su pollami e cinghiali. Dal primo giorno mi sono ripromesso di non cadere nelle provocazioni e non lo farò certo oggi”, aggiunge da Bisceglie, dove si svolge il Digithon, la maratona digitale di cui è stato fondatore. Il tema Autonomia, dunque, sarà al centro del dibattito del nuovo governo, di cui fa parte - tra l’altro - anche Giuseppe Provenzano, successore di Barbara Lezzi alla guida del dicastero per il Sud. In diversi suoi interventi sulla rivista di geopolitica Limes, non ha mai esitato a sostenere che l’autonomia - definita la “secessione dei ricchi” - possa “minare l’unità nazionale”. Parole che, da studioso, sottoscrive ancora oggi anche se, per parlare in veste di ministro, vuole attendere la fiducia. A gettare benzina sul fuoco delle polemiche ci pensa anche un altro governatore, quello del Piemonte, il forzista Alberto Cirio. “Siamo pronti a battere i pugni sul tavolo - ha assicurato -. La musica in Piemonte è cambiata. Abbiamo un credito con l’Italia e dobbiamo esigerlo”. Critico, anche con il passato esecutivo, il leghista Luca Zaia, presidente della regione Veneto. “Sulle autonomie i governi non hanno scritto una riga - afferma -. Oggi c’è solo il progetto delle regioni, i governi precedenti non hanno scritto una riga. Mi riferisco anche ai 14 mesi del governo che è appena uscito di scena, al nuovo governo il cui inizio non è dei migliori rispetto al rapporto sulle autonomie”. “L’esigenza dell’autonomia - chiosa il presidente della Liguria, Giovanni Toti - è sentita da comunità diverse perché la sensazione generale è che il governo centrale abbia spesso gestito male i soldi degli italiani”.

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