Gran finale nella notte


CASA BIANCA 2016/USA AL BIVIO FRA HILLARY CLINTON E DONALD TRUMP


NEWYORK .E’ la notte in cui l’America sceglie il suo futuro.Un’America al bivio tra due candidati all’opposto: Donald Trump e Hillary Clinton, che dopo una delle campagne più velenose di sempre danno vita a un’elezione storica. Dalle urne uscirà o la prima donna presidente degli Stati Uniti, che si pone in continuità con Barack Obama, o un Commander in Chief che promette un cambiamento di rotta netto, visto come un faro dai populisti d’Europa. L’aria che si respira per tutta la giornata elettorale è quella di una ex First Lady favorita, nonostante un vantaggio minimoneisondaggi,soprattuttoinmolti degli stati in bilico, almeno quindici. La conta dei grandi elettori però rende la strada della candidata democratica più in discesa. Donald Trump lo sa bene. E se negli appelli finali della campagna elettorale ha continuato a pronosticare una sua vittoria “senza precedenti”, “meglio della Brexit”, nel giorno del voto parla di “sondaggi truccati”, e torna ad agitare lo spettro del voto contestato. “Vedremo quello che succede...”, risponde ai giornalisti che al seggio - dove si è recato con la moglie Melania e la figlia Ivanka - gli chiedono se accetterà un’eventuale vittoria di Clinton.A rendere più esplicita la minaccia è Donald Trump junior:“La mia famiglia rispetterà solo il voto di un’elezione giusta”. Gli occhi sono puntati su tre stati: Florida, Ohio e Pennsylvania. Vincere in uno di questi per la candidata democratica potrebbe significare aprire la breccia che la porta dritta alla Casa Bianca. Lei fa tutti gli scongiuri del caso. Ma l’accoglienza ricevuta davanti al seggio della scuola di Chappaqua, località a nord di New York dove risiede, le fa respirare aria di vittoria: “Se avrò la fortuna di vincere farò il mio meglio”, assicura alle decine di persone che la acclamano.Al suo fianco il marito Bill. Diverso il clima davanti alla scuola di Midtown Manhattan dove ha votato Trump,acclamato da alcuni fan ma anche fischiato e oggetto di “buuu” da parte di diversi elettori in fila. Difficile dire se questo sia un brutto presagio. Con i suoi familiari e i suoi fedelissimi il tycoon si è rintanato nel “fortino” della Trump Tower, nel suo lussuosissimo appartamento agli ultimi tre piani. La rivale attende il risultato delle urne a un isolato di distanza, sempre sulla Fifth Avenue, dove si trova l’Hotel Peninsula. New York è blindatissima, come ai tempi della visita del Papa. E di ora in ora l’attesa sale davanti al Javits Center, dove Clinton spera di festeggiare con fuochi d’artificio sull’Hudson. Ma anche davanti all’Hotel Hilton Midtown, dove Trump spera si avveri il “miracolo” di poter celebrare quello che comunque da giorni è stato chiamato “victory party”. Intanto Barack Obama si gode il suo ultimo giorno da presidente alla Casa Bianca, dove però resterà fino a gennaio. Si fa vedere sul prato della residenza con uno dei cani di famiglia. La sera prima, a Filadelfia, ha passato a Hillary il testimone. Tutto quello che poteva fare l’ha fatto.


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