“Grande giorno per l’America”



CORTE SUPREMA/TRUMP ESULTA PER L’ELEZIONE DEL GIUDICE KAVANAUGH

NEW YORK. Il Senato Usa conferma Brett Kavanaugh alla Corte Suprema e regala a Donald Trump la vittoria più importante della sua presidenza a un mese dalle cruciali elezioni di medio termine. Il tycoon loda il Se- nato ed esulta: “E’ un grande giorno per l’America”. I democratici sconfitti però non mollano la presa e assicurano che continueranno a dare battaglia: se al voto di novembre prenderanno il controllo della Camera, come appare possibile, l’apertura di un’indagine seria su Kavanaugh è data per scontata. E non è esclusa neanche una procedura per impeachment. Con una maggioranza risicata, 50 voti a favore e 48 contrari, il Senato dice sì al giudice scelto da Trump, che si appresta a sostituire Anthony Kennedy alla Corte Suprema. A presiedere lo storico voto il vice presiden-e Mike Pence, costretto a sospendere le operazioni di voto in seguito alle proteste dei manifestanti in aula, allontanati rapidamente dalle forze dell’ordine. Mentre fuori dal Senato decine di dimostranti venivano arrestati. Kavanaugh diventa cosi’ il 114mo giudice della Corte Suprema e sara’ operativo gia’ dalla prossima settimana. La sua nomina è destinata a cambiare pelle alla corte, che diventa così la più conservatrice della storia moderna americana. Per Trump (e i repubblicani) si tratta di un’impronta decisiva: Kavanaugh e Neil Gorsuch, l’altro giudice nominato dal tycoon, sono tutti e due giovani e destinati quindi a servire molto a lungo. Il via libera del Senato arriva al termine di una furiosa battaglia politica, scatenatasi intorno alle accuse di molestie sessuali avanzate contro Kavanaugh. L’accusatrice Christine Ford ha seguito da lontano gli sviluppi di Washington: i suoi legali la descrivono “senza rimpianti” nonostante la sua testimonianza in Senato non sia riuscita a fermare la nomina. “Ritiene di aver fatto la cosa giusta”, raccontano gli avvocati, precisando che la loro assistita non è interessata e non preme perl’impeachment di Kavanaugh. Le parole e le ricostruzioni di Ford hanno lasciato parte dell’America a bocca aperta e hanno spinto in piazza migliaia di persone a manifestare contro Kavanaugh. Proteste ancora in corso nella tarda serata italiana, da Washington al Maine, stato della senatrice repubblicana che ha sbloccato l’impasse e concesso a Kavanaugh la vittoria. Susan Collins ha impiegato 45 minuti per spiegare in aula il perché del suo sì a Kavanaugh. Ma questo non le ha risparmiato una pioggia di critiche, con molte manifestanti che l’hanno aspettata fuori da Capitol Hill per gridarle “vergogna”. Anche nel suo Maine le polemiche non sono mancate, tanto che è già partito il toto-nomi su chi la sfiderà alle prossime elezioni. Fra i papabili, anche l’ex consigliere per la sicurezza nazionale dell’amministrazione Obama, Susan Rice. Tra i repubblicani, l’unica donna a voltare le spalle a Kavanaugh è stata la senatrice dell’Alaska Lisa Murwkoski. “E’ una brava persona, ma non penso sia adatto per la Corte Suprema. Devo votare in base alla mia coscienza”, ha detto in aula, spiegando ai suoi colleghi i motivi che l’hanno indotta a prendere le distanze dal partito. Per alcuni demo-cratici urwkoski è già un’eroina, pur non essendo riuscita nella grande impresa: le donne l’applaudono per il coraggio, lo stesso coraggio - le dicono - che è servito a Ford per uscire allo scoperto e presentarsi in Senato. Per i repubblicani si tratta di una vittoria im-ortantissima che arriva ad una manciata di settimane dalle elezioni di novembre.


ITALIAN LANGUAGE DAILY NEWSPAPER

PUBLISHED BY GRUPPO EDITORIALE OGGI

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER
Tutti i diritti riservati @ GRUPPO EDITORIALE OGGI e A SOAKING MEDIA