Grillo esulta, Renzi deluso



ROMA. Matteo Renzi “non soddisfatto” dalla performance del suo Pd, escluso dal ballottaggio a Napoli. Beppe Grillo e i suoi galvanizzati dal “risultato storico” della valanga di voti di Roma e Torino. Il centrodestra alle prese con le sue divisioni ma rincuorato dal testa a testa tra Sala e Parisi a Milano. E’ questa la fotografia “tripolare” che emerge dal primo turno delle amministrative nelle principali città d’Italia. Il Pd è in vantaggio a Milano (di misura), Torino e Bologna. Il M5s è avanti di dieci punti a Roma.

E Luigi De Magistris guida verso la vittoria la sinistra anti-Pd a Napoli. Al termine della lunga notte elettorale, i verdetti consegnano ballottaggi a schema ‘variabile’. La M5s Virginia Raggi si piazza avanti di dieci punti sul Dem Rober- to Giachetti (35,2% contro 24,9%). Ma è Milano “l’osservata speciale” per i bilanci finali: è sfida alla pari tra il centrosinistra di Beppe Sala (41,69%) e il centrodestra di Stefano Pa- risi (40,77%). A Torino Piero Fassino (41,83%) si deve guardare dall’exploit della M5s Chiara Appen- dino (30,92%).

A Bologna l’uscente Virginio Merola (39,46%) se la vedrà con il centro-

destra di Lucia Borgonzoni (22,27%). A Napoli è di nuovo sfida tra l’arancione Luigi De Magistris (42,82%) e la destra di Gianni Lettieri (23,98%).

A Cagliari Massimo Zedda (50,86%) fa vincere il centrosinistra unito al primo turno. A Trieste l’uscente Pd Roberto Cosolini (29,22%) insegue Roberto Dipiaz- za, FI (40,81%). Ancora 15 giorni, dun- que, per un bilancio definitivo. Al ballottaggio, avverte Renzi, si rimette la palla al centro e “tutto può accadere”: il Pd, che nella prima tornata nelle grandi città ha arrancato, “se la gioca a testa alta”. Ma non è affatto contento il premier. E lo dice, in conferenza stampa al Nazareno: “Non è una debacle, il Pd si conferma primo partito ma vogliamo di più: non sono sod- disfatto.

Il Pd ha dei problemi e li affrontere- mo”, dichiara, annunciando che commis- sarierà il partito lano e Bologna, vanta 4 sindaci eletti e il ballottaggio in 20 Co- muni, mentre “il Pd sta scomparendo e Fi è quasi al ridicolo”. Laddove non sono al ballottaggio i grillini fanno sapere che non daranno indicazione di voto per altri par- titi: “Ha vinto la rivoluzione gentile M5s, a Renzi un ‘ciaone’ dai cittadini”, gongola Luigi Di Maio. E se Angelino Alfano festeggia il fatto che “i moderati” siano sopra la “soglia di sbarramento” dell’Italicum, Matteo Salvini parla di un risultato “incredibile” della Lega e di un Renzi “strindebolito”.

FI rivendica il ruolo di primo partito di centrodestra ma tace Silvio Berlusconi e fa solo sapere che a Roma voterà sche- da bianca: FI tra Giachetti e Raggi non sceglierà.

Non farà endorsement neanche Giorgia Meloni, che con il suo 20,6% è di poco fuori dal ballottaggio e accusa il Cavalie- re di aver aiutato il Pd, con il suo soste- gno ad Alfio Marchini. Dopo le amministrative, annuncia Salvini, ci sarà da la- vorare a una “nuova coalizione” di cen- trodestra. Ma ora tutti uniti a sostenere a

Milano Parisi, che rivendica di aver “parato il rigore” del favorito Sala, e ora spera di farcela. I Dem Piero Fassino e Virginio Merola e Roberto Giachetti dichiarano che non faranno apparentamenti al ballottaggio e punteranno ad allargare il loro bacino di voti.

Ma nella capitale un’agguerrita Raggi dichiara che non ce ne sarà per nessuno e il M5s completerà “ciò che ha iniziato”, conquistando una vittoria assai significa- tiva. E mentre la sinistra extra-Pd soffre dove correva da sola (Torino e Roma) da Napoli De Magistris si candida a fare l’anti-Renzi: “Siamo un nuovo soggetto politico nazionale e internazionale”.


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