Grillo si riprende l’Italicum


GOVERNO/IL LEADER DEL M5S ADOTTA LA LEGGE ELETTORALE CHE AVEVA AVVERSATO


ROMA. Un passo alla volta il M5s segue la sua strategia per presentarsi come forza di governo. “Il M5s sta percorrendo la sua strada. Abbiamo iniziato la discussione del programma di governo con l’energia. Continueremo con gli altri temi, e in seguito sceglieremo online il candidato premier, la squadra di governo e i candidati al Parla- mento” scandisce Beppe Grillo dal suo blog da dove avverte: “Noi ci siamo”. Per rendere possibile l’avvicinamento a palazzo Chigi il Movimento ha anche pianificato il ‘ribaltone’ sulla legge elettorale, “adottando” a sorpresa quella legge elettorale da sempre avversata nonostante favorisca sulla carta proprio il Movimento: l’Italicum. “Ora che gli italiani hanno bocciato la riforma, i rischi maggiori che potevano derivare dall’Italicum sono venuti meno”, spiegano i 5 Stelle secondo i quali, “grazie ai ricorsi presentati anche dal M5S”, la Consulta depurerà la legge elettorale dai vizi di incostituzionalità e “dai suoi rilievi” uscirà fuori quello che il Movimento ha già ribattezzato il ‘Legalicum’ e che vuole applicare anche al Senato. “Chi oggi attacca il M5S per questa richiesta vuole intascarsi la pensione d’oro” avvertono dal blog di Grillo. Unica nota dolente in questa marcia che punta a palazzo Chigi è la compattezza del gruppo. Il virus delle correnti, altro tabù per il Movimento, sembra aver colpito anche i 5 Stelle ormai quasi apertamente schierati o per il ticket Di Maio-Di Battista o per la cordata che vede nell’anti-leader Roberto Fico il suo punto di riferimento. Beppe Grillo ha cercato in tutti i modi di mettere in freno a questa deriva correntistica ma le traversie di Virginia Raggi a Roma e la vicenda delle firme false a Palermo hanno avuto la funzione di catalizzare i due gruppi. Lo scontro o la conta potrebbero essere arrivati al dunque e a doverlo verificare è un’assemblea congiunta di deputati e senatori, riunita in serata dopo l’apertura formale della crisi di governo con le dimissioni di Renzi. I 5 Stelle, in particolar modo, dovranno condividere la strategia per affrontare, in chiave consultazioni, la crisi con in testa il tema della leadership. Roberto Fico, che ieri si era messo a disposizione per questo ruolo, lancia il suo nuovo ‘anatema’ contro l’idea dell’uomo solo al comando. “Non esistono candidati naturali, esiste una persona che dovrà per forza avere questo ruolo ma per noi deve restare un ‘portavoce’. La società sta cambiando proprio nella direzione dell’assenza di leadership, della partecipazione attiva: questo è il messaggio che ci ha lasciato Gianroberto Casaleggio” dice Fico che si scaglia contro la “banalizzazione” della ricerca del leader e contro il mito dell’uomo solo al comando. Il suo appello segue lo strappo lanciato a Palermo contro la deriva “vippista” in cui rischia di essere risucchiato il Movimento. La sua linea sarebbe maggioritaria tra i parlamentari anche se al momento l’unico vero candidato in pectore, al di là delle smentite ufficiali, continua ad essere Luigi Di Maio. Ma a mettere in guardia dalle conseguenze di possibili scontri è - indirettamente - Beppe Grillo che avverte: il prossimo step della vecchia politica sarà quella di “demonizzarci mentre inventera no un trucco di ‘legge’ elettorale affinchè il M5S non possa mai superare il livello di ‘guardia’”, dice. Concludendo con una battuta: “Mi dispiace, non sarò il vostro comico mannaro”.


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