Guaidò chiama a raccolta la piazza

di Maurizio Salvi

VENEZUELA/IL LEADER DELL’OPPOSIZIONE SI RIVOLGE ALLA GENTE PER DISARCIONARE MADURO



CARACAS. Sarà di nuovo la piazza que- sta settimana il termometro della crisi in cui è immerso il Venezuela nel duro con- fronto in corso fra il presidente Nicolás Maduro ed il leader dell'opposizione Juan Guaidó che, a nome dell'Assemblea nazionale, ha avviato un progetto di tran- sizione politica, con il sostegno di Stati Uniti e Unione europea.

Dopo il successo dell'appello lancia- to per le manifestazioni del 23 gennaio contro "l'usurpazione del potere" da par- te di Maduro, Guaidó è tornato a rivol- gersi ai venezuelani via Twitter chieden- do loro di manifestarsi di nuovo merco- ledì e sabato.

Nel primo appuntamento ha chiesto ai suoi sostenitori di uscire da case e uf- fici per una manifestazione pacifica di due ore. Per il secondo, invece, ha annuncia- to dimostrazioni di massa "in ogni ango- lo del Venezuela", e ovunque nel mondo. Sabato fra l'altro è il giorno in cui scade l'ultimatum fissato da Macron, Merkel e Sanchez al governo venezuelano per l'an- nuncio di nuove elezioni presidenziali, senza il quale diverrebbe ufficiale un ri- conoscimento dell'autorità di Guaidó. Un gesto forte, ovviamente respinto da Ma- duro e dai suoi alleati, primo fra tutti la Russia, che il giovane leader oppositore ha apprezzato.

In un'intervista ha assicurato che "esso ci aiuta moltissimo a difendere la democrazia in ogni momento. In Venezuela pensavamo che la democra- zia fosse un fat- to acquisito e l'abbiamo perdu- ta. Viviamo in una dittatura che ha rotto con l'ordine costituzionale".

Riguardo agli otto giorni con- cessi per l'an- nuncio di nuove elezioni, Guaidó ha risposto che "la cosa più im- portante è reali zare le condizioni che permetto- no di organizza- re elezioni vere, libere e democratiche", e che "questo richiede del tempo".

Da parte sua il governo ha confermato una disponibilità al dialogo ed il ministro de- gli Esteri, Jorge Arreaza, ha rivelato in una conferenza stampa oggi che "vi sono stati contatti continui con l'opposizione e anche con gli Stati Uniti attraverso i loro diplomatici ancora a Caracas".

E a fugare ogni possibile equivoco sulla fedeltà delle Forze armate al presi- dente Maduro, il ministro della Difesa, Vladimir Padrino Lopez, ha ribadito che "la Patria può contare sulla sua Forza ar- mata con tutto quello che essa rappre- senta come pariottismo e principi repubblicani". Lasciando Panama dopo la sua visita pastorale, intanto, papa Francesco, dopo aver espresso il timore di "uno spargimento di sangue", ha chie- sto per il Venezuela una "soluzione giu- sta e pacifica". E ha aggiunto: "Chiedo di essere grandi a coloro che possono aiutare a risolvere il problema. Devo es- sere un pastore - ha concluso - e se han- no bisogno di aiuto, che si mettano d'ac- cordo e lo chiedano".

Il pontefice si rende conto che la ten- sione non è solo politica, ma anche so- ciale ed economica. L'ong Provea, infat- ti, ha aggiornato a 35 le persone morte nelle proteste degli ultimi giorni, mentre Alfredo Romero, direttore del Foro Penale, entità che assiste i 'prigionieri po- liticì, ha assicurato che essi sono quasi mille, di cui 850 frutto degli arresti del- l'ultima settimana.

Inoltre uno studio dell'Università centrale di Caracas, pubblicato sulla ri- vista britannica Lancet Public Health, ha rivelato che in Venezuela è tornata a crescere la mortalità infantile con il ri- torno di malattie infettive che si ritene- vano debellate come il morbillo e la dif- terite.

Nella sua conferenza stampa Arreaza non ha negato l'esistenza di una crisi economica, addossandone però la col- pa alle "sanzioni generali imposte dagli Stati Uniti che dal 2017 sono costate oltre 23 miliardi di dollari di minori in- troiti".

Denaro, ha ricordato, che avrebbe permesso di finanziare "l'acquisto di medicine, generi alimentari, materie pri- me per la produzione, progetti infrastrutturali e rispetto degli impegni finanziari internazionali".

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